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Viterbo - Il vescovo Lino Fumagalli: "In questo periodo di pandemia, la solidarietà è fondamentale" - Ieri la messa per festeggiare il Santissimo Salvatore e la candidatura della processione a patrimonio immateriale Unesco - FOTO E VIDEO

“Non possiamo chiudere mente e cuore a chi ha meno di noi”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Solidarietà e amore sono segni e distintivi dell’essere cristiani. Se la fede è vissuta, la fede diventa allora solidarietà e amore verso gli altri”. “In questo periodo di pandemia, la solidarietà è fondamentale. Non possiamo chiudere la mente e il cuore a chi ha meno di noi. L’amore va vissuto e comunicato”.

E’ solo una parte dell’omelia del vescovo Lino Fumagalli, di Viterbo, che ieri sera, a Santa Maria nuova, lì vicino a San Pellegrino che nel frattempo riscopriva la vita, ha celebrato la messa solenne per ricordare una processione, quella del Santissimo salvatore, che da due anni non c’è più, causa Covid, ma che in vista del prossimo è stata candidata tra quelle, in tutto 20, capitanate da Larino in Molise, che ambiscono a diventare bene patrimonio immateriale Unesco. Come il Trasporto della macchina di Santa Rosa, per fare un esempio. E con il sostegno del comune e di due ministri. “Processioni di uomini, animali e fiori con gioghi e carri trainati dai bovini”, il titolo del progetto. Con i comuni italiani, tra loro la città dei papi, anche anche una regione della Spagna, l’Andalusia, e alcuni territori del Venezuela, in America Latina.


Viterbo - Il trittico del Santissimo Salvatore

Viterbo – Il trittico del Santissimo Salvatore


“Solidarietà e amore”. “Segno e distintivi”, cioè qualcosa che distingue, secondo Fumagalli, l’essere nel mondo dei cristiani. Il punto di partenza dell’omelia è infatti il pesce, segno delle prime comunità cristiane. Ichthys, ossia pesce. Traslitterazione in caratteri latini di una parola greca. Un acronimo usato dai primi cristiani per indicare Gesù Cristo. Iēsous Christos, Theou Yios, Sōtēr. Sarebbe a dire, “Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore”. Il pilastro su cui si fonda la Chiesa di Pietro, i cui vescovi sono i successori degli apostoli.


Viterbo - Il vescovo Lino Fumagalli

Viterbo – Il vescovo Lino Fumagalli


Simbolo che a sua volta racchiude una fede che si fa comportamento vivo con l’obiettivo di incidere nel mondo e nelle cose che lo determinano e lo caratterizzano. “E nell’ottica della fede – ha fatto notare il vescovo in un passaggio – non c’è mai imposizione, c’è sempre una proposta”.



“Amare – ha poi aggiunto – significa dare la vita per gli altri”. Testimonianza che per il cristianesimo non è solo motivo di salvezza, ma il senso stesso della storia e del suo procedere sulle gambe di uomini e donne. “Dobbiamo fare di questa storia, che è storia d’amore – ha proseguito Fumagalli – il fulcro stesso della nostra esistenza, purificando il nostro modo di vivere la fede”.


Viterbo - La messa per il Santissimo Salvatore

Viterbo – La messa per il Santissimo Salvatore


In chiesa, ai lati gli affreschi del trecento restaurati pochissimi anni fa, ci sono il sindaco di Viterbo Giovanni Arena, l’assessora regionale Alessandra Troncarelli, gli assessori comunali Ludovica Salcini e Marco De Carolis, il capogruppo Giulio Marini, il comandante provinciale dei carabinieri Andrea Antonazzo, Alessandra Cortese e Alfonso Carnevalini del comitato festeggiamenti. Ci sono poi le confraternite, il coro, una rappresentanza del corteo storico e tutti i gonfaloni di arti e mestieri che avrebbero dovuto sfilare in corteo. Come due anni fa. Prima del Covid. In fondo alla chiesa il Santissimo Salvatore.



Sull’altare, accanto al vescovo, anche don Mario Brizi, il parroco di Santa Maria Nuova, protagonista, assieme a Cortese e Carnevalini, della candidatura della processione che ricorda il ritrovamento del trittico del Salvatore nelle campagne all’imbocco di Castel d’Asso, e adesso anche della trasversale, dai contadini della zona alla fine del duecento. Processione che in tutta la sua storia è stata interrotta soltanto due volte. Da papi e pandemia.

“Una processione – ha sottolineato don Mario – che parla al mondo del lavoro”. In un contesto che sta mano mano passando dall’emergenza sanitaria a quella sociale.


Viterbo - Uno dei gonfaloni della processione del Santissimo Salvatore

Viterbo – Uno dei gonfaloni della processione del Santissimo Salvatore


Infine il saluto del sindaco. Come ogni anno, a piazza del comune, al passaggio dei buoi che portano con sé, su un carro, il Santissimo Salvatore. “Il comune – ha detto Arena – darà tutto il suo sostegno per ottenere il riconoscimento dell’Unesco. Le tradizioni sono importanti, parte fondamentale della nostra ricchezza”.

Daniele Camilli


Articoli: “Processione del Santissimo Salvatore, il comune sostiene la candidatura per il riconoscimento Unesco”“La processione del Santissimo Salvatore candidata al riconoscimento di patrimonio immateriale Unesco”


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9 maggio, 2021

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