Gli scontri a Gerusalemme
Gerusalemme – Notte di tensione tra Hamas e Israele a Gaza. Dopo i disordini sulla Spianata delle Moschee tra palestinesi e polizia israeliana che ieri hanno registrato diversi feriti, di cui alcuni gravi, più di 250 razzi, secondo l’esercito israeliano, sono partiti da Gaza verso Gerusalemme. “È una risposta – ha rivendicato Hamas – all’aggressione e ai crimini contro la Città Santa e alle prevaricazioni contro il nostro popolo nel rione di Sheikh Jarrah e nella moschea al-Aqsa”.
Immediata la risposta di Israele che ha colpito 130 obiettivi militari a Gaza uccidendo, secondo il portavoce militare, tre miliziani.
La situazione a Gerusalemme, rovente già da alcuni giorni, è cominciata a precipitare da lunedì mattina quando, secondo la polizia, migliaia di palestinesi asserragliati sulla Spianata hanno cominciato una fitta sassaiola e lancio di oggetti contro gli agenti in tenuta antisommossa. Poco prima, per cercare di placare le tensioni, le autorità israeliane avevano deciso di impedire l’ingresso sulla Spianata ai fedeli ebrei in occasione del Jerusalem Day che celebra la riunificazione della città dopo la guerra del 1967.
Ieri da Hamas era arrivato l’ultimatum per lo sgombero della Spianata delle Moschee. Aveva dato tempo ad Israele “fino alle 18 (le 17 in Italia) per far uscire i suoi soldati e i suoi coloni dalla Moschea Al Aqsa e dal rione di Sheikh Jarrah e di rilasciare chi è stato arrestato in questi giorni”.
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