Viterbo – Pedofilo inchiodato dalle telecamere
Viterbo – Pedofilo seriale a San Faustino, pena ridotta a cinque anni di carcere in appello.
Lo scorso 4 novembre era stato condannato a sei anni e mezzo di reclusione in primo grado per violenza sessuale aggravata su sei minorenni di età compresa tra i 10 e i 16 anni. Con la riduzione di un terzo della pena del rito abbreviato. Adesso per l’uomo, difeso dagli avvocati Marina Bernini e Samuele De Santis, è arrivato un ulteriore sconto di pena di un anno e mezzo.
E’ il bracciante agricolo pakistano trentenne finito a Mammagialla il primo giugno 2019, quando fu prelevato nella sua abitazione dalla squadra mobile in seguito alla sua identificazione da parte di due bambine di 11 e 13 anni che nelle settimane precedenti sarebbero state avvicinate e molestate dall’imputato che le avrebbe pedinate tra i vicoli del quartiere di San Faustino per poi intrufolarsi dietro a loro nei portoni delle rispettive abitazioni.
Il presunto pedofilo, che si è sempre proclamato innocente, è stato poi rimesso in libertà a luglio 2019, in seguito al dubbio o mancato riconoscimento emerso durante l’incidente probatorio per cristallizzare le dichiarazioni delle presunte vittime, salite nel frattempo a quattro. Quindi è stato nuovamente arrestato, a ottobre, in seguito a un secondo incidente probatorio, durante il quale è stato invece identificato da altre tre vittime, tre sedicenni, due delle quali oggetto di molestie e una invece testimone di un approccio di tipo sessuale nei confronti di un’amica.
Un caso che fece scalpore a livello nazionale, l’arresto del pakistano per violenza su minori, in quanto emerse che il giovane, due anni prima, nel 2017, aveva ottenuto un permesso umanitario dal tribunale di Firenze, in scadenza pochi giorni dopo il fermo, dichiarandosi perseguitato nel suo paese d’origine in quanto omosessuale.
I difensori Marina Bernini e Samuele De Santis
Cinquemila euro di provvisionale all’unica parte civile
La corte d’appello di Roma, riducendo la pena, ha anche confermato le statuizioni civili. All’unica delle sei vittime che si è costituita parte civile, con l’avvocato Loretta Fanelli, il gip Savina Poli aveva riconosciuto una provvisionale di cinquemila euro più un risarcimento da quantificare in sede civile.
“Aspettiamo le motivazioni, quindi ricorreremo in cassazione”, preannuncia l’avvocato Marina Bernini, da sempre convinta dell’innocenza del suo assistito, nonostante i filmati della videosorveglianza di piazza San Faustino lo collochino vicino alle vittime. “Non stavo seguendo nessuno andavo dal tabaccaio”, ha sempre sostenuto l’imputato.
In Italia per motivi umanitari dal 2017
Il giovane, regolare sul territorio nazionale dal 5 aprile 2017 con un permesso per motivi umanitari in scadenza il 24 luglio 2019, a distanza di tre ore, all’inizio di maggio del 2019, avrebbe avvicinato due bambine per strada, in pieno giorno, nel centro storico di Viterbo. Una tornava da scuola, l’altra stava salendo a casa a prendere un libro mentre la mamma l’aspettava in auto.
La scusa sarebbe stata sempre la stessa: chiedere informazioni sull’affitto di un appartamento per poi tentare “repentinamente” di palpeggiarle nelle parti intime. I genitori di entrambe, pur non conoscendosi, hanno sporto denuncia raccontando gli episodi, avvenuti uno a metà e l’altro nel tardo pomeriggio. Le successive indagini, coordinate dalla pm Chiara Capezzuto, sono state condotte tramite appostamenti e anche l’acquisizione e il vaglio delle telecamere di videosorveglianza.
Avrebbe colpito nuovamente tra un arresto e l’altro
Dopo il primo arresto le vittime sono salite a quattro, cui nelle settimane successive si sono aggiunte le due sedicenni, una delle quali sarebbe stata molestata a novembre 2018 e l’altra a Santa Rosa del 2019, facendo scattare nuovamente le manette per il trentenne che, nel frattempo, era stato rimesso in libertà dopo che il riconoscimento all’americana durante il primo incidente probatorio, a luglio, non aveva dato certezza dell’identificazione da parte delle minori di 14 anni, a differenza del secondo che si è tenuto a ottobre in cui è stato identificato al cento per cento.
Silvana Cortignani
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