Roma – “Pfizer e Moderna, il richiamo del vaccino si può ritardare fino a 90 giorni”. Così Giorgio Palù, presidente dell’Agenzia italiana del farmaco.
Le parole del virologo arrivano dopo i risultati dello studio condotto dall’University college di Londra, citato dal Guardian, che ha evidenziato che il 90% dei cittadini ha sviluppato anticorpi dopo aver ricevuto la prima dose dei vaccini Pfizer e AstraZeneca e quasi il 100% dopo la somministrazione della seconda dose. Oltre il 96% delle 8517 persone testate hanno sviluppato anticorpi da 28 a 34 giorni dopo la prima dose.
“L’Aifa ha deciso di procrastinare la seconda dose di vaccino sia per motivi scientifici che per esigenze pratiche – ha spiegato Giorgio Palù -. Almeno quattro studi britannici dimostrano l’efficacia dei vaccini a questi tempi ma anche la presenza di anticorpi che neutralizzano il virus al suo ingresso. In Israele Pfizer ha dimostrato efficacia anche nel prevenire la malattia ben nel 90% dei casi”.
Giorgio Palù
“Ma per noi in Italia questa decisione è stata anche dettata da un motivo pratico – ha aggiunto -. È stato proprio il generale Figliuolo, dando una consistente accelerazione alla campagna vaccinale, a farci notare che spostando la seconda dose di 2 o 3 settimane avremmo avuto a disposizione tre milioni di dose in più da utilizzare per coprire la fascia più esposta che è quella fra 60 e 69 anni”.
“La seconda dose può essere somministrata anche dopo 90 giorni. Secondo vari studi in questo modo la risposta è più forte” ha concluso il presidente dell’Aifa.
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