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Tribunale - I "colpi" in via Mazzini e in via Ascenzi - Una trentenne lo ha inseguito fino al Sacrario costringendolo a mollare il malloppo

Scippatore seriale in centro a processo, le vittime non lo riconoscono

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Carabinieri e polizia - Immagine di repertorio

Carabinieri e polizia – Immagine di repertorio


Viterbo – (sil.co.) – Scippatore seriale in centro, ma le vittime a distanza di quattro anni non lo riconoscono. I “colpi” in via Mazzini e in via Ascenzi. Una trentenne lo ha inseguito fino al Sacrario costringendolo a mollare il malloppo. Un’ottantenne è stata soccorsa da due amiche quindicenni. 

Imputato un trentenne viterbese con svariati precedenti, attualmente detenuto per altra causa, che ieri ha rinunciato a presenziare al processo entrato nel vivo davanti al collegio presieduto dal giudice Silvia Mattei.

Avrebbe colpito tre volte in pochi giorni nell’estate 2017, sempre nel centro storico del capoluogo, ma solo due vittime hanno sporto querela a polizia e carabinieri, mentre la terza si è perfino rifiutata di andare in caserma.


Il 2 agosto 2017 avrebbe strappato la borsa a un’anziana classe 1939 in via Mazzini. Soccorsa da due ragazze quindicenni che stavano camminando lungo la via e che hanno chiamato i carabinieri, ieri l’82enne ha spiegato di non avere più la memoria di una volta. “Ricordo solo che mi ha aggredito da dietro, strappando via la borsa dopo avermi allargato con la forza la mano con cui la tenevo stretta per i manici. Allora gli ho detto ‘prendi i soldi, ma ridammi la borsa’. E così ha fatto, ha preso il denaro e poi è scappato buttando per terra la borsa. Pù e pà. Avrà preso una trentina di euro, il denaro che porto di solito quando vado a fare la spesa”. Riguardo alle fattezze, però, è stata in grado di dire soltanto “un bel giovane, alto e magro”. Il 23 novembre il collegio proverà a sentire le soccorritrici intervenute sentendo le grida della donna.


La sera del 5 agosto 2017, invece, l’imputato avrebbe preso di mira una 34enne che verso le 22,30 stava passeggiando in via Ascenzi col marito e una coppia di amici. “Mio marito era rimasto indietro a parlare con delle persone così, quando mi sono sentita turare la borsa, ho pensato fosse lui per prendere una sigaretta e l’ho lasciata. Nello stesso istante ho visto che era uno scippatore in corsa, che stava già scappando mentre afferrava la borsa. D’istinto l’ho seguito e l’ho raggiunto al Sacrario, dove stavo per acciuffarlo con le mie mani, ma ho avuto paura e ho gridato chiedendo aiuto. Allora sono intervenuti dei ragazzi sudamericani che stavano seduti sulle scalette, al che ha mollato la borsa continuando a correre”, ha spiegato in aula. Sul posto è intervenuta la polizia e lei il giorno successivo ha effettuato il riconoscimento fotografico in questura. “Ma oggi non saprei riconoscere il rapinatore, di cui ho visto solo il profilo di sfuggita”, ha ammesso, su richiesta della difesa che le chiedeva un identikit.


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19 maggio, 2021

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