Viterbo – Polizia e carabinieri in centro
Viterbo – (sil.co.) – La polizia lo ha beccato a scavare in un’aiuola del parcheggio di via Sandro Pertini per sotterrare droga, mentre i carabinieri lo hanno sorpreso mentre spacciava nei pressi degli ascensori per il palazzo papale a valle Faul.
Due distinte operazioni, il 4 luglio 2018 e l’11 febbraio 2019, per cui un cittadino del Gambia, ospite di un centro d’accoglienza, è finito sotto un unico processo per detenzione ai fini di spaccio di stupefacenti davanti al giudice Silvia Mattei.
Ieri sono stati ascoltati un militare del nucleo radiomobile e un agente della squadra mobile. Quest’ultimo, in particolare, ha raccontato il rocambolesco arresto dell’imputato (difeso da Remigio Sicilia) che, riconosciuti i poliziotti, seppure in borghese, ha cercato in tutti i modi di sottrarsi alla cattura.
“Verso le 16 del 4 luglio 2018 abbiamo notato un giovane di colore, alto e robusto, con una vistosa maglietta di colore arancione, che si è messo seduto per terra e ha cominciato a scavare con le mani in un’aiuola, nascondendo una busta di colore blu”, ha spiegato il testimone.
“Quando siamo andati per fermarlo, è scappato verso via della Palazzina, con me che gli correvo dietro. L’ho raggiunto, intimandogli l’alt e mostrando il tesserino, ma mi ha dato una spinta e scaraventato giù dal marciapiede, dirigendosi verso la rotatoria dell’Ipercoop e poi verso il parcheggio, come me sempre dietro e anche un collega fuori servizio che in quel momento stava passando in auto e ha assistito alla scena venendo in mio soccorso”, ha proseguito il poliziotto.
“Sempre a vista, anche grazie all’inconfondibile maglietta arancione, l’imputato ha quindi imboccato il ponte carrabile del centro commerciale, andando verso i giardinetti di via Domenico Corvi dove lo abbiamo infine bloccato”, ha concluso, spiegando che nella busta blu sono stati trovati 30 grammi di hashish e 250 grammi di marijuana.
La difesa ha chiesto se fosse sicuro che fosse la stessa persona vista scavare: “Alto, robusto, di colore, con la maglietta arancione e mai perso di vista… era lui”, ha risposto l’agente.
Il processo riprenderà il primo luglio, quando sarà conferito l’incarico al perito nominato dal tribunale per l’esame della sostanza rinvenuta nella busta blu seppellita nell’aiola.
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