Gaza – Si intensifica il conflitto israelo-palestinese e degenera in uno dei più intensi e violenti degli ultimi anni. E si aggrava anche il bollettino delle vittime e dei feriti.
Gaza – La distruzione del palazzo al-Shuruk
Secondo l’ultimo bilancio del ministero della sanità di Hamas, sarebbero 53 i palestinesi uccisi a Gaza nel corso dei bombardamenti israeliani delle ultime ore. Tra le vittime ci sarebbero 14 tra bambini e minori e tre donne. Sono oltre trecento invece i feriti. I morti israeliani, al momento, sarebbero sei.
Sono stati oltre mille i razzi lanciati dalla striscia di Gaza contro Israele dall’inizio del conflitto. Secondo l’esercito di Tel Aviv, l’85 per cento sarebbe stato intercettato, mentre circa 200 sarebbero invece esplosi all’interno della striscia di Gaza. Israele ha riposto con circa 500 attacchi e raid aerei contro obiettivi di Hamas e della jihad islamica. Ad aggravare ancora di più la situazione, nel corso delle preghiere mattutine sono scoppiati oggi nuovi scontri nella spianata delle moschee di Gerusalemme. Retate e arresti contro dirigenti di Hamas da parte delle forze di sicurezze israeliane si sono registrati anche nei territori della Cisgiordania.
A Tel Aviv le sirene hanno cominciato a suonare nella serata di ieri sera, e lo stesso hanno fatto oggi. Sembrerebbe che tra gli obiettivi di Hamas ci fosse anche l’aeroporto israeliano di Ben Gurion. Le scuole rimarranno chiuse per tutta la settimana nel centro e nel sud del paese, e le attività commerciali potranno aprire solo se dotate di un rapido e sicuro accesso ai rifugi. Il governo di Tel Aviv ha inoltre disposto il coprifuoco nella città di Lod a partire dalle ore 20 (le 19 in Italia), per evitare il ripetersi degli scontri tra la popolazione araba e quella israeliana di ieri sera.
Da parte sua, invece, Israele ha distrutto oggi un edificio di oltre dieci piani situato nel pieno centro della città di Gaza. Si tratta del palazzo al-Shuruk, dove hanno sede fra l’altro diverse redazioni giornalistiche.
La situazione dunque non accenna ad allentarsi. Nella sede del ministero della difesa israeliano, a Tel Aviv, è in corso una riunione del consiglio di difesa per discutere delle prossime fasi delle operazioni. E non si placano nemmeno i toni e le promesse di ritorsione da entrambe le parti.
Da più parti a livello internazionale si levano appelli per il cessate il fuoco. “Cessate immediatamente il fuoco – ha scritto su Twitter l’inviato delle Nazioni unite per il medio oriente Tor Wennesland – Stiamo andando verso una guerra su vasta scala. I leader di tutte le parti devono assumersi la responsabilità della riduzione delle ostilità. Il costo della guerra a Gaza è devastante e viene pagato dalla gente comune. L’Onu sta lavorando con tutte le parti per ripristinare la calma. Fermate la violenza adesso“.
E proprio l’Onu ha convocato oggi d’urgenza il Consiglio di sicurezza, su richiesta di Cina, Norvegia e Tunisia. Si tratterebbe del secondo incontro in tre giorni e mostra in maniera immediata la gravità della situazione e la preoccupazione della comunità internazionale.
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