Lago di Bolsena – I carabinieri
Bolsena – (sil.co.) – Avrebbero spacciato hashish anche a dei “clienti” minorenni, alla sbarra coppia di conviventi trentenni di Bolsena. I fatti contestati risalgono all’estate del 2018, prima che i carabinieri ponessero fine al giro, che sarebbe avvenuto nei pressi di un bar della nota località turistica del Viterbese.
Il processo per detenzione ai fini di spaccio, aggravato dalla minore età degli assuntori, è entrato nel vivo ieri davanti al collegio presieduto dl giudice Silvia Mattei.
Tra i testimoni due ragazzi che avevano 16 e 17 anni quando, secondo il pm Massimiliano Siddi, avrebbero acquistato “fumo” dagli imputati. Entrambi hanno però negato che la donna abbia avuto un qualche ruolo nello scambio.
Più complicata la deposizione di un trentenne d’origine nordafricana, che quell’estate faceva il cameriere in un ristorante sul lago di Bolsena. Incastrato da alcuni messaggi scambiati in chat con l’imputato e dal suo contatto salvato nel telefonino, ai carabinieri disse che era stressato dal lavoro e per questo si era rivolto al presunto pusher, che gli era stato presentato dall’imputata, per avere uno spinello.
“Così è troppo cara”, gli avrebbe risposto, trattando al telefono l’acquisto di un grammo di hashish. Ieri ha provato a ritrattare, dicendo di essersi sentito sotto pressione al momento dell’interrogatorio in caserma, quando è stato ascoltato come persona informata sui fatti e sottoposto a perquisizione.
“La verità è che quei messaggi non li ho scambiati io, ma una collega di lavoro”, ha provato a dire, mandando su tutte le furie il pm per avere messo in dubbio l’operato dei militari dell’arma. Rassicurato dalla presidente Mattei che non era imputato, ma soltanto un testimone e che in Italia l’uso personale di droghe non è reato, ha poi riveduto e corretto la sua testimonianza.
“Fu l’imputato a dirmi se volevo dello ‘sballo’ e io ho comprato una volta un ‘ventino’, cioè due grammi di hashish per 20 euro, e dopo un paio di settimane un ‘diecino’, cioè un grammo a dieci euro. Ma l’imputata non ha detto e fatto niente, era solo con lui al bar, dove ci siamo incontrati tutte e due le volte per caso”, ha detto uno dei due giovani all’epoca minorenni.
“Lei è mia cugina – ha spiegato l’altro – è capitato di fumare insieme qualche spinello, ma non mi hanno mai chiesto soldi, solo una volta gli ho lasciato 5 euro”.
L’avvocato Franco Taurchini, difensore della coppia, ha fatto notare come nulla sia emerso contro la donna. Si torna in aula il 2 novembre, quando saranno interrogati gli imputati ed è prevista anche la discussione.
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