Viterbo – Concorso Asl Latina annullato, situazione drammatica per i partecipanti. C’è un’inchiesta in corso, due persone ai domiciliari e quattro indagate, fra cui due viterbesi. Presunte illegittimità, posizioni già assegnate per via politica, questi i filoni su cui si muovono gli investigatori e che hanno portato l’azienda sanitaria locale a revocare la procedura di uno dei due concorsi, quello per 70 posti da assistente amministrativo, concorso indetto in forma aggregata tra Asl di Frosinone, Latina, Viterbo e Roma 3, mentre l’altro, che ne bandiva 23 per collaboratore amministrativo e sempre in forma aggregata, si è concluso e le persone che hanno partecipato attualmente lavorano.
Non gli altri. Nonostante le prove sia orali, sia scritte per loro si fossero concluse, avendo anche ottenuto un punteggio. Mancava la graduatoria, visto che soltanto un candidato era rimasto da esaminare, per via del Covid.
Chi ha studiato e si è visto cancellate tutto, però, non ci sta e ha deciso di ricorrere al Tar contro la decisione. Dei 270 della prova annullata, l’avvocato Antonio Rizzello, insieme al collega Galletti di Roma, ne sta rappresentando 47, contestando la revoca di fronte ai giudici regionali. Una ventina circa di questi sono della Tuscia.
“La situazione per chi ha partecipato al concorso – spiega Rizzello – è drammatica. La Asl di Latina lo ha revocato il 29 aprile, con la motivazione di elementi legati a presunti conflitti d’interesse e alcune “carenze” nelle prove d’esame”.
Il ricorso presentato al Tar parte dal presupposto che se le indagini puntano ad accertare se ci sono state persone favorite, la gran parte dei partecipanti ha studiato e si è preparata e ora si vede cancellare tutto, con la prospettiva di dover sostenere un altro esame, quando sarà.
“Il Tar non ci ha concesso la sospensiva – ricorda Rizzello – nei prossimi mesi entrerà nel merito, ma intanto stiamo predisponendo ricorso al consiglio di stato.
La Asl ha revocato il concorso quando di fatto era terminato, scritti e orali tutti svolti, tranne per una persona, perché aveva il Covid. C’erano in punteggi per 269 partecipanti su 270. Hanno ritenuto la procedura ancora aperta e revocabile.
Questo ha prodotto un danno evidente a questi ragazzi, che si trovano nella stessa condizione dell’altro concorso. Che aveva comunque le stesse “carenze”. Ma in quel caso lavorano tutti i vincitori”. Cioè è stato portato a termine.
“Oltretutto – prosegue Rizzello – le intercettazioni riguardano quella prova. La commissione è la stessa. Ma lì essendo finito, i 23 idonei lavorano e anche altri, avendo assunto altri attingendo dalla graduatoria aperta”.
Per il concorso per 70 posti si è deciso ‘annullamento. “Quantomeno – osserva Rizzello – poteva essere sospeso in via cautelativa, non azzerato. Poi all’esito delle indagini si sarebbe visto. Prima di mandare al macero 270 persone che hanno superato lo scritto e idonei, la Asl avrebbe dovuto adottare maggiore cautela.
Pare che il conflitto d’interessi riguardi una quindicina di persone, su una prova che ha visto partecipare 2900 persone e 270 passare gli iscritti con idoneità all’orale. E 269 hanno ottenuto anche il punteggio, essendo idonei.
Eppure il 29 aprile si annulla tutto, nonostante appena qualche giorno prima la persona che mancava fosse stata convocata per sostenere la prova mancante.
Qualora fossero stati accertati casi di favoritismo si potevano comunque escludere le persone individuate e non far pagare a tutti”.
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