Viterbo – L’edicola dell’Ave Maria all’imbocco di strada Montarone, subito dopo strada Bagni a Viterbo, e poco prima di ponte del diavolo, più che un invito alla preghiera sembra invece un monito. “State attenti – pare dire la Madonna a chi passa – perché da qui in avanti la strada fa veramente schifo”. La strada dove qualche giorno fa è morto un giovane di 29 anni. Federico Gentili, di Oriolo Romano. A ricordarlo, una croce di legno sul luogo dell’incidente, accanto alla voragine dovuta allo scontro.
Viterbo – Castel d’Asso – L’incrocio tra le strade Montarone e Ponte del diavolo
Il ragazzo guidava la sua Alfa Romeo Mito bianca quando in strada Montarone, all’incrocio con strada Ponte del Diavolo, si è schiantato contro un grosso trattore che aveva un rimorchio carico di fertilizzante organico che ha investito e schiacciato l’automobile. La procura di Viterbo ha aperto un fascicolo per far luce sulla dinamica e sulle cause dell’incidente.
Il ragazzo proveniva da strada Montarone, spalle Castel d’Asso, importante zona archeologica etrusca, e stava superando l’incrocio. Diretto, forse, verso Viterbo. Lì, purtroppo ha trovato la morte, investito da un trattore che veniva giù da sinistra. Probabilmente il ragazzo potrebbe non essersi fermato allo stop. Chi stava alla guida del trattore pare abbia tentato in tutti i modi di evitare lo scontro diretto. A terra, ad occhio, non si noterebbero evidenti segni di frenata.
Viterbo – Castel d’Asso – La voragine provocata dall’incidente che ha causato la morte di un ragazzo di 29 anni
La strada che da lì, dall’incrocio di strada Ponte del diavolo, porta alla città dei papi è soprattutto la prosecuzione di strada Montarone. Un’area, che comprende anche l’imbocco di strada Bagni, nel degrado più completo. Anzi, considerato il tutto ne è in qualche modo la sintesi. L’apice di quanto sta avvenendo anche in città.
Viterbo – Strada Montarone spalle Castel d’Asso
La strada da cui proveniva il ragazzo di Oriolo, strada Montarone spalle Castel d’Asso, nella parte finale, quella dello Stop all’incrocio con Ponte del diavolo, di fatto non ha più la segnaletica orizzontale e verticale. Quello che resta della segnaletica verticale è, bene che va, usurato. Per non dire che cade a pezzi, come il cartello, vecchissimo, che segnala la presenza di possibili autobus turistici in zona. Anche la segnaletica più recente è in qualche modo danneggiata.
Viterbo – Castel d’Asso – Lo Stop all’incrocio tra le strade Montarone e Ponte del diavolo
All’incrocio Montarone-Ponte del diavolo manca quasi totalmente la segnaletica orizzontale. A terra c’è solo qualche pallido ricordo. Provenendo da Castel d’Asso, inoltre, la sensazione è che il segnale di Stop in fondo alla strada non si veda bene. Perché? Perché è coperto dall’erba alta che nessuno taglia. Erba alta, strada dissestata e sostanziale caciara dal punto di vista della segnaletica che proseguono bellamente per tutto il tratto successivo di strada Montarone. Fra l’altro, nel suo tratto finale, una delle strade più assurde del comune. E’ lunga poche centinaia di metri, ma ha un doppio senso di marcia fino a un certo punto, un senso unico e un doppio senso alternato. Praticamente un terzo del codice della strada in pochi metri. Il tutto in mezzo a una vera e propria giungla. Una delle strade più degradate in assoluto. Nonostante di lato ci sia l’impianto termale più importante della città.
Viterbo – Castel d’Asso – Strada Montarone
Se non bastasse, la strada termina con un dosso che di fatto immette in mezzo all’incrocio di strada Bagni, con le macchine che si immettono da sinistra e altre che potrebbero uscire dalle terme a destra. Di fronte, invece, una voragine che le macchine tendono ad evitare, finendo ancor più in mezzo all’incrocio. Poco oltre lo scandaloso stato di abbandono dell’edificio delle ex Terme Inps. Così come “Lanterna termale”, opera di Alfredo Pirri ricavata all’interno dell’ex guardiola delle ex terme e finanziata con un bando pubblico della regione Lazio. Anch’essa, alla vista, lasciata lì a se stessa, con l’erba che gli cresce attorno e qualcosa buttato lì a casaccio.
Viterbo – Castel d’Asso – Strada Montarone
La vegetazione è bella abbondante lungo tutta strada Bagni, al punto che il marciapiedi che porta a Viterbo ne è completamente sommerso. Mentre le macchine che vengono giù dalla Tuscanese, quando arrivano all’incrocio delle terme lo imboccano invadendo sistematicamente la parte riservata allo Stop delle automobili che si lasciano alle spalle la città.
Viterbo – Lanterna termale di Alfredo Pirri
Una zona, inoltre, unica per l’area di Castel d’Asso. Girando infatti per le campagne l’erba è tagliata e tutt’attorno è pulito. Ma pare che a tenercelo siano i proprietari terrieri. Più ci si avvicina alla città più, invece, la situazione diventa come quella che da mesi e mesi si vive in città.
Viterbo – Castel d’Asso – Strada Montarone
Una zona dove gli incidenti pare non manchino. E il guardrail spiegazzato a ridosso di strada Bagni ne è una delle testimonianze.
Viterbo – La strada che riporta a Ponte del diavolo
Infine, il pezzo di strada Bagni che va verso la Tuscanese. A un certo punto, è possibile girare a destra, per immettersi di nuovo in strada Ponte del diavolo, da dove proveniva il trattore che si è scontrato con l’auto del ragazzo di Oriolo. Qui dovrebbe mancare il segnale che indica la strada in cui immettersi. Correttamente. Perché c’è anche la possibilità di venire su dall’altra parte. E di trovarsi faccia a faccia.
Daniele Camilli
Multimedia: Fotogallery: Un’area degradata – Video: Incuria e abbandono delle strade Montarone, Ponte del diavolo e Bagni
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