Roma – Due quattordicenni su cinque (con punte del 50-60 per cento al Sud) dopo l’estate entreranno alle superiori con competenze da quinta elementare. E ai loro fratelli maggiori che hanno appena sostenuto e superato l’esame di maturità va anche peggio: quasi uno su due è fermo a un livello da terza media, massimo prima superiore.
È quanto emerge dalle prove Invalsi – l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione – sostenute dagli studenti delle scuole italiane.
Esami di maturità
Che questo crollo di conoscenze e competenze sia dovuto esclusivamente alla didattica a distanza imposta dalla pandemia da Covid è tutto da dimostrare, ma il legame appare quanto mai scontato. Considerando che le due regioni che sono andate in assoluto peggio sono anche quelle che hanno tenuto i cancelli delle scuole chiusi per più tempo: Puglia e Campania.
“I risultati di quest’anno testimoniano un incremento della povertà educativa di cui le scuole non possono certo farsi carico da sole – dice la presidente dell’Invalsi Anna Maria Ajello – Se vogliamo invertire la rotta dobbiamo impegnarci in un’operazione culturale di ampio respiro per assicurare a tutti gli studenti italiani non una semplice infarinatura di nozioni, ma delle solide competenze. Altrimenti saranno condannati a sentirsi per tutta la vita dei cittadini di serie B”.
L’unico segmento di scuola che tiene è quello delle elementari dove anzi, per i più piccoli, quelli di seconda, si registra un leggero miglioramento in italiano.
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