Roma – Green pass obbligatorio in tutti i luoghi a rischio di assembramento. Quindi per entrare negli stadi e nelle palestre, per partecipare agli eventi e ai convegni, per salire su treni e aerei, per assistere agli spettacoli ed entrare a ballare nelle discoteche. È questa la linea che prevale nel governo, senza escludere che anche per i ristoranti al chiuso possa rendersi necessario il certificato che dimostra di essere stati vaccinati o di essere negativi al Covid-19.
Rendere obbligatorio il green pass per entrare in molti luoghi porterebbe, come spera il governo, ad un incremento del numero di persone che decidono di vaccinarsi. La campagna coordinata dal generale Francesco Paolo Figliuolo prosegue con una media di oltre 500 mila somministrazioni al giorno, ma si tratta soprattutto di richiami.
Sarà il presidente del consiglio Mario Draghi, dopo aver chiesto il parere degli scienziati del Cts, a dover mediare tra chi ritiene ormai indispensabile imporre una serie di obblighi, come il ministro della Salute Roberto Speranza e la titolare degli Affari Regionali Mariastella Gelmini, e chi invece non vuole al momento sentirne parlare come il leader della Lega, Matteo Salvini.
“La variante Delta ci preoccupa e quindi credo che si debba trovare una via italiana all’utilizzo ampio del green pass – dice la ministra Gelmini -. Non inseguiamo modelli stranieri ma certamente il governo valuterà di estendere l’utilizzo ad altri servizi nella logica di incentivare le vaccinazioni”. Se il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri esorta a “fare subito come Macron” in Francia e a rivedere i parametri per le fasce di colore, il leader della Lega Matteo Salvini dopo aver incontrato Draghi avverte che “scelte estreme non piacciono né a me né lui. Il modello francese è fuori discussione”.
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