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Tribunale - Ex marito a giudizio - La coppia convive nonostante sia separata da 15 anni

La minaccia di morte puntandole un coltello alla gola, lo riprende in casa

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Viterbo – (sil.co.) – Separata dal marito dal 2006, se lo tiene in casa anche se beve e la minaccia di morte: “Perché altrimenti dormirebbe in macchina”.

La sorprendente rivelazione è arrivata ieri mattina nel corso del processo scaturito dalla denuncia della ex moglie-convivente, una 59enne d’origine romena, che l’uomo avrebbe tormentato con scenate quotidiane durante tutto il periodo del lockdown, complice l’alcolismo.

E’ finita il 28 giugno 2020, quando le ha puntato un coltello alla gola, minacciando: “Ti taglio la gola, ti ammazzo, ti do fuoco”. Lui nel frattempo è stato allontanato ma, sempre ieri, è emerso che la moglie se lo sarebbe ripreso ancora una volta in casa. “Ho bisogno di lui, che capisce più cose di me”, ha detto la “moglie”. Di buono c’è che, nel frattempo, si sarebbe disintossicato al Serd della Asl.


Violenza sulle donne - foto di repertorio

Violenza sulle donne – foto di repertorio


Le violenze avrebbero raggiunto il culmine un anno fa, quando l’imputato le avrebbe puntato il coltello alla gola per futilissimi motivi, davanti alla figlia e alla nipotina di 5 anni: una grigliata in ritardo.

“Io e mia figlia eravamo andate a fare una passeggiata ai giardini con la bambina e abbiamo fatto tardi. Quando siamo rientrate a casa, lui era ubriaco e su tutte le furie. Urlava, inveiva contro di me e intanto buttava in aria la carne che avremmo dovuto fare alla griglia. A un certo punto è andato in cucina, è tornato con un coltello e me lo ha puntato alla gola dicendo che me l’avrebbe tagliata e che mi avrebbe ammazzata”, ha raccontato la donna.

“Avevo tanta paura di lui, talmente tanta che quando era in preda all’ira stavo zitta e piangevo senza farmi vedere – ha proseguito durante un non facile interrogatorio – era da fine 2019 che faceva così tutti i giorni, urlando e minacciandomi di morte, ma solo a parole. Col lockdown è peggiorato, anche perché per un periodo io sono rimasta bloccata in Romania, dove mi trovavo quando è scattata l’emergenza Coronavirus. Quando sono rientrata in Italia è diventato sempre più intrattabile. Quando poi il 28 giugno è passato al coltello, sono scappata urlando sul balcone, gridando aiuto, e i vicini hanno chiamato i carabinieri”.

Il processo riprenderà il 23 marzo 2022. Quel giorno sarà sentita la versione dell’imputato ed è anche prevista la sentenza. 

 


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1 luglio, 2021

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