Cantiere edile – Foto di repertorio
Viterbo – (sil.co.) – Muratori sulla sommità del tetto di uno stabile in fase di ristrutturazione senza cintura di sicurezza e imbracatura, condannato il datore di lavoro.
La violazione è stata scoperta nel corso di un’ispezione a un cantiere edile, un accertamento a sorpresa disposto dalla direzione territoriale del lavoro nel novembre 2018, che ha portato alla luce anche altre irregolarità, per cui il titolare dell’impresa è finito sotto processo penale davanti al giudice Silvia Mattei del tribunale di Viterbo.
Ieri l’ultima udienza, nel corso della quale è stato sentito come testimone l’addetto dell’area vigilanza che ha effettuato il sopralluogo nel cantiere.
“Abbiamo trovato i lavoratori che stavano sulla sommità del tetto senza le dovute precauzioni per eliminare i pericoli di caduta in quota – ha spiegato – il ponteggio era solo su due lati, non su tutti e quattro, e comunque non c’era dalla parte dove stavano lavorando gli operai. Inoltre non era stato depositato il piano del ponteggio metallico e gli addetti erano sul lato non protetto privi di cinture di sicurezza e imbracature”.
L’imputato avrebbe attuato le prescrizioni relative alla sicurezza nei luoghi di lavoro, ma in occasione del successivo sopralluogo è emerso che non aveva adempiuto al pagamento della sanzione, anch’essa tra le contestazioni davanti al giudice penale, oltre alle violazioni alla normativa sulla sicurezza.
La procura ha chiesto che il datore di lavoro venisse condannato a 5 mesi di arresto per le sue inadempienze. Il giudice lo ha condannato a un’ammenda di 5.500 euro e al pagamento delle spese del processo.
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