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Tribunale - Furto ripreso dalla videosorveglianza - La difesa: "Una capacità criminale ridicola"

Incappucciato ruba un’auto, incastrato dal tatuaggio sul polpaccio

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Montefiascone – (sil.co.) – Ladro incappucciato ruba un’auto, incastrato dal tatuaggio sul polpaccio.

Ruba una macchina incappucciato sotto le telecamere della videosorveglianza, ma indossa i pantaloni corti e viene tradito dal vistosissimo tatuaggio che ha su una gamba. Inconfondibile, anche se il viso è travisato. Impossibile da nascondere anche se ha provato a coprirlo con uno  straccio.

“Una capacità criminale ridicola”, ha sottolineato l’avvocato Massimo Carignani del foro di Terni, difensore di una coppia di giovani umbri arrestati per un furto d’auto messo a segno il 3 maggio 2017 a Montefiascone.

Nessuna prova, secondo la difesa, che la ragazza coinvolta fosse proprio la compagna dell’imputato: “I video rimandano un’immagine sfuocata, impossibile identificare la persona ripresa con certezza”.


Il magistrato Elisabetta Massini

Il giudice Elisabetta Massini


Nessun dubbio, invece, che il ladro fosse proprio l’imputato. “Nonostante avesse avvolto uno straccio attorno alla gamba per coprirlo, nei filmati acquisiti dall’accusa si vede chiaramente l’enorme e inconfondibile tatuaggio che ha permesso una identificazione certa”, ha fatto notare il pubblico ministero. Il giovane, inoltre, avrebbe ammesso il furto quando è stato trovato in possesso delle chiavi e del libretto della vettura, rivelando contestualmente dove era nascosta la Mercedes.

L’accusa, al termine del process, che si è chiuso ieri davanti al giudice Elisabetta Massini, ha chiesto che gli imputati venissero condannati entrambi per furto aggravato: a un anno e 8 mesi lui (più 800 euro di multa) e a un anno e 6 mesi lei (più 800 euro di multa), con lo sconto di un terzo della pena del rito abbreviato. 

La difesa, sottolineando i problemi di tossicodipendenza per cui l’uomo è finito in una comunità di Spello e la donna è in cura al Serd, ha posto l’accento sullo scarso spessore criminale del suo assistito: “Lei non è stata identificata, lui invece è andato a rubare coi pantaloni corti nonostante il vistosissimo tatuaggio… una capacità criminale ridicola”.

Il giudice, dopo una breve camera di consiglio, ha assolto la donna “per non avere commesso il fatto” e condannato l’imputato a sei mesi e 180 euro di multa. 


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21 settembre, 2021

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