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Pordenone - Le indagini sono iniziate a gennaio, quando gli agenti hanno rinvenuto all'interno di una macchina oltre dieci chili di hashish e cento grammi di cocaina

La polizia smantella una rete di spaccio nel nord est, arrestate sette persone

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Pordenone – Una vasta operazione di polizia iniziata nelle prime ore del mattino ha portato allo smantellamento di un’importante rete di spaccio nelle province del nord est. Sono 21 gli indagati e nove le misure cautelari emesse, di cui due in carcere, cinque agli arresti domiciliari e due obblighi di dimora.


La polizia

Polizia


L’operazione è stata condotta dalla squadra mobile della questura di Pordenone in collaborazione con le squadre mobili di Venezia, Treviso, Belluno, Gorizia, Udine e Trento, equipaggi dei Reparti prevenzione crimine provenienti da Milano e Padova, unità cinofile specializzate di Padova e Bologna e operatori dei gabinetti di polizia scientifica di Pordenone e Padova.

I controlli e le perquisizioni della polizia si sono concentrati nei confronti di 21 indagati attivi nello smercio all’ingrosso e al dettaglio di grandi quantitativi di hashish e cocaina, destinati a rifornire e soddisfare le piazze di spaccio nelle province del nord est. L’operazione ha portato dunque allo smantellamento di un’articolata rete di spaccio.

Le indagini sono iniziate a inizio anno quando, il 15 gennaio, i poliziotti hanno effettuato un controllo su una macchina guidata da un cittadino maghrebino di 43 anni e hanno rinvenuto all’interno del mezzo oltre dieci chili di hashish e cento grammi di cocaina. Gli agenti hanno cominciato le indagini per ricostruire l’intera rete di spaccio, composta da grossisti, mediatori e pusher attivi tra le province di Pordenone, Udine e Treviso.

Gli inquirenti hanno inoltre accertato che il gruppo, attivo già dal 2020, aveva il proprio centro nella provincia di Pordenone e poteva contare su una disponibilità di un chilo di hashish e cento grammi di cocaina alla settimana. I grossisti pagavano 5mila euro per un chilo di hashish che, a loro volta rivendevano a intermediari e ai pusher con ricarichi di 500 euro ogni cento grammi.

Due le misure cautelari in carcere, cinque agli arresti domiciliari e due obblighi di dimora. Altre dodici persone sono indagate in stato di libertà.


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16 settembre, 2021

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