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Viterbo - L'allarme di Cgil, Cisl e Uil: "Non sono state aumentati né orari né corse. Problemi anche con green pass, classi pollaio e organico Covid" - FOTO

“Scuola, i trasporti sono nelle stesse condizioni dell’anno scorso…”

di Daniele Camilli
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Viterbo – Nuovo anno scolastico, vecchio problema. Esploso un anno e mezzo fa con l’inizio della pandemia Covid. Mancano i trasporti, Cotral e treni, per portare i ragazzi a scuola in tempo con i turni d’ingresso e compatibili con la vita di ragazzi e ragazze dai 14 ai 18 anni. Doppi turni come l’anno scorso. Il primo alle 8, il secondo alle 9,40.


Viterbo - Primo giorno di scuola

Viterbo – Primo giorno di scuola


“Non ci sono i pullman e gli orari sono inadeguati a garantire tempi studio e tempo libero agli studenti, necessari alla loro crescita scolastica e personale”, dichiarano i sindacalisti Cgil, Cisl e Uil scuola, rispettivamente Maria Grazia Chetta, Vincenzo Alessandro e Silvia Somigli. Con loro i dirigenti scolastici degli istituti superiori. 


Viterbo - Liceo Buratti - Primo giorno di scuola

Viterbo – Primo giorno di scuola


“Arriviamo alla ripresa della scuola – dice il reggente della Cisl scuola Viterbo, Vincenzo Alessandro – con le condizioni del trasporto pubblico che sono rimaste invariate e senza prospettive di miglioramento. Sul mercato si è preso tutto quello che si poteva prendere e di acquisti non se ne parla. E’ quindi limitata quindi la possibilità di acquisto e quella di noleggio di altri mezzi. Quindi il trasporto pubblico sostanzialmente è al completo e temiamo, soprattutto nelle scuole superiori, che questo possa provocare l’ammassamento dei ragazzi. Cosa che fa temere una ripresa del Covid”.


Vincenzo Alessandro, reggente Cisl scuola Viterbo

Viterbo – Vincenzo Alessandro, reggente Cisl scuola Viterbo


Ieri la riapertura delle scuole, dopo l’estate e due anni quasi tutti in didattica a distanza, con chiusure continue degli istituti. E quest’anno comprensivi e superiori hanno un problema in più, la gestione del green pass obbligatorio per il personale scolastico ma non per gli studenti che dovranno invece rispettare le solite regole: distanziamenti, mascherine, fermi al banco e mani pulite.

“Le aziende dei trasporti non hanno risolto i problemi – ha commentato la segretaria della Uil scuola, Silvia Somigli – e anche quest’anno si è dovuti ricorrere alla doppia entrata. Un problema finito di nuovo sulle spalle dei dirigenti scolastici che devono gestirsi da soli tutte le conseguenze”.


Viterbo - La zona della fermata dei bus Cotral al Riello

Viterbo – La zona della fermata dei bus Cotral al Riello


Ottomila, tanti sono gli studenti pendolare che ogni mattina prendono pullman e treni per andare a scuola. Non solo nel capoluogo, ma anche negli altri istituti sparsi per la provincia. “Il fatto che Cotral e ferrovie non si siano ancora adeguati, aumentando mezzi, orari e corse – spiega la segretaria della Cgil scuola, Maria Grazia Chetta – significa che diversi studenti arrivano a Viterbo alle 8 meno un quarto, per entrare in classe alle 10. Ciò vuol dire che o aspettano sotto scuola, improbabile, oppure se ne vanno in giro, nei bar o nei parchi. Ammassandosi e facendo gruppo”.

Già ieri mattina se ne potevano incontrare alcuni, che ieri si sono rifugiati soprattutto nei bar vicino alle scuole oppure sulle scale degli istituti a fare due chiacchiere con gli altri su come è andata l’estate e cosa ne pensano di quanto sta accadendo. 


Viterbo - La segretaria della Uil scuola Silvia Somigli

Viterbo – La segretaria della Uil scuola Silvia Somigli


Claudia Prosperoni è la nuova dirigente scolastica dell’istituto superiore Paolo Ruffini di Viterbo, il liceo scientifico. 1255 studenti e 53 classi in tutto. Prosperoni è anche reggente all’istituto comprensivo Ellera, altri mille studenti.

“Il doppio ingresso influisce tanto sulla strutturazione degli orari e dei doppi turni – racconta la dirigente scolastica -. Cosa che gli studenti subiscono molto. Il doppio ingresso comporta l’uscita alle 14,40. Altri istituti anche oltre, fino alle 16. Questo ha un impatto molto forte sul tempo libero dei ragazzi sia per quanto riguarda le attività extrascolastiche sia per il discorso dello studio”.

Gli studenti che quest’anno si sono iscritti al primo anno dello scientifico sono 250. Ragazzi che vengono da due anni di medie. Anche loro hanno avuto a che fare con il Covid, ma non hanno avuto la dad. Chi invece ha fatto lezione solo con la didattica a distanza è arrivato invece al terzo anno, che sommati a quelli del secondo, raggiungono la cifra di circa 400 studenti. ragazzi e ragazze arrivati alle superiori con la dad e che quest’anno, si spera, conosceranno per la prima volta, al terzo, la didattica in presenza.


Viterbo - La dirigente scolastica dell'istituto Paolo Ruffini, Claudia Prosperoni

Viterbo – La dirigente scolastica dell’istituto Paolo Ruffini, Claudia Prosperoni


“La nostra speranza – ha sottolineato Prosperoni – è quella di restare in presenza. I ragazzi ne hanno bisogno, e hanno bisogno di stare insieme, vivendo le relazioni e coltivando la loro crescita. E questo vale anche per gli insegnanti. Spero infatti che si possa tornare dal vivo pure con il collegio dei docenti”. 

“La dad – ha poi aggiunto la dirigente scolastica – ha funzionato come strumento in generale e ha permesso alla scuola di andare avanti. Però quello che manca è l’aspetto umano. Ritornare in presenza è importante”.


Viterbo - L'istituto superiore Paolo Ruffini

Viterbo – L’istituto superiore Paolo Ruffini


Altra questione. La gestione del green pass, obbligatorio per il personale scolastico, docenti e Ata. Il ministero dell’istruzione ha messo a disposizione una piattaforma, entrata in funzione ieri, dove vengono caricati i nomi del personale scolastico in servizio quel giorno. Assieme ai nomi, la certificazione vaccinale. Chi ce l’ha e chi no. Chi ha il green pass e chi no. In caso d’assenza partono i controlli per verificare se la persona in questione è esente dalla vaccinazione anti Covid.

“La piattaforma – dice Somigli – può andare bene per il riconoscimento del documento. Ma la scuola non può essere trattata come un ristorante o una pizzeria. All’interno delle scuole esistono dei problemi in merito all’esigibilità del green pass”.

“Per le vaccinazioni – prosegue Alessandro della Cisl – abbiamo percentuali di valutazioni ma mai numeri riferiti alle singole categorie. Quando si parla di percentuali di vaccinati si mettono insieme università, scuola e ricerca. Tre ambiti che invece andrebbero separati. Ad esempio la ricerca spesso non ha contatti con gli studenti. Il fatto che siano vaccinati interessa fino a un certo punto. Hanno i soliti problemi che hanno negli uffici. Quindi non sappiamo con precisione quanti siano i docenti vaccinati e a quanto ammonta il numero di chi effettivamente più essere esonerato. Tra l’altro la scuola non è solo quella statale, ma c’è pure quella privata che coinvolge un notevole numero di docenti e studenti. E su questo fronte i numeri ci sfuggono perché non si ha a che fare solo con il ministero, ma con una serie di aziende”.


 

Viterbo - Maria Grazia Chetta della Flc Cgil

Viterbo – Maria Grazia Chetta della Flc Cgil


Sindacati critici anche per quanto attiene la gestione della piattaforma ministeriale. “Hanno inserito una piattaforma nel sistema informativo del ministero dell’istruzione per visualizzare l’elenco dei dipendenti al lavoro e se hanno il green pass attivo oppure no – spiega Chetta della Cgil -. Tuttavia la scuola non sa quanto dura il green pass di ognuno e ogni giorno la procedura va rifatta. Una cosa che sembrerebbe senza senso. Ma tutto questo comporta come minimo un grosso dispendio di energie. In un momento in cui gli organici delle scuole, in termini di docenti e personale Ata, sono veramente ridotti all’osso. Manca inoltre l’aggiornamento dei docenti in tempo reale rispetto al personale effettivamente in servizio in quel giorno. La piattaforma poi non include i soggetti esterni. Quindi le procedure sono due. Una per il personale, tramite la piattaforma. E un’altra per gli esterni che vogliono entrare a scuola, come ad esempio i genitori. La stessa cosa vale anche per i supplenti, che ogni giorno sono decine in tutta la provincia. Insomma, la piattaforma invece semplificare il lavoro, lo appesantisce ancora di più”.


Viterbo - Primo giorno di scuola

Viterbo – Primo giorno di scuola


Infine, altre due grosse problematiche. Ed è sempre Chetta della Cgil a sottolinearle. “Il primo. Il problema delle classi pollaio. Queste rimangono. Sono pochissime le classi che sono state divise. Questo, perché tutte le scuole hanno un problema di carenza di personale. Il secondo. L’organico Covid. Il numero è inferiore rispetto a quello dell’anno scorso. Non solo, ma il personale Covid è stato finanziato fino al 31 dicembre 2021, data prevista per la fine dell’emergenza. Il ministero si è tuttavia impegnato a finanziare l’organico fino alla fine dell’anno scolastico. Senza però dare alcuna certezza in merito”.

Daniele Camilli


Fotocronaca: Il primo giorno di scuola

“Primo giorno di scuola, la mascherina ci soffoca e le finestre aperte fanno congelare…”


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14 settembre, 2021

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