Viterbo – “Nemmeno quest’estate il governo e la politica italiana hanno fatto i compiti per le vacanze. Anche quest’anno nessuna soluzione ai problemi strutturali della scuola pubblica. Per questo motivo siamo in piazza in tutta Italia”. La segretaria provinciale di Rifondazione comunista Roberta Leoni in piazza del comune a Viterbo oggi pomeriggio.
Con lei anche Loredana Fraleone, responsabile scuola della segreteria nazionale di Rifondazione, e l’ex consigliere regionale Ivano Peduzzi, anche lui di Rifondazione comunista. Tra le sigle presenti anche Cosempre Fronte della gioventù comunista.
“Il sistema scolastico – ha detto Leoni – è un cardine della società e quindi i suoi problemi si ripercuotono su molti altri settori. Non è ammissibile che le carenze di un settore, come quello dei trasporti o della sanità, siano addebitate a un altro”.
“Non è più ammissibile – ha aggiunto Fraleone – assistere a quel rimpallo delle responsabilità tra ministero, o tra governo e regioni, che ha segnato il passato anno scolastico. Il governo intraprenda una decisa inversione di rotta che non è più rimandabile”.
Le richieste di Rifondazione e Cobas.
“Il diritto all’istruzione – spiegano Leoni e Fraleone – torni ad essere garantito pienamente e in presenza al 100 per cento. La riduzione del numero di studenti per classe, per migliorare la qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento. Si torni a piccoli numeri, a una scuola che non deve avere un bilancio in attivo ma assolvere il suo compito, che passa per rapporti faccia a faccia in gruppi di dimensioni ragionevoli con un tetto massimo di 20 studenti per classe. Va poi ridotta drasticamente la percentuale di precarietà che caratterizza il lavoro nella scuola italiana (30 per cento piu alta d’Europa), con l’assunzione dei docenti che hanno superato le tre annualità di sevizio e di sostegno. Inoltre, il tempo pieno alla scuola primaria deve essere garantito in tutta Italia per rimediare a quanto perso sinora e per favorire una crescita generale e una migliore integrazione sociale. In questo modo si interverrebbe anche sull’impossibilità per le madri di accedere al lavoro e di scegliere se e come farlo.
Infine – concludono Leoni e Fraleone – dal maggio 2020 il movimento Priorità alla scuola chiede che l spesa pubblica ordinaria per la scuol sia incrementata di un punto percentuale di Pil, portando finalmente questa voce di spesa almeno alla media europea”.
Daniele Camilli
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