Roma – In 14 anni si sono registrati 15mila morti sul lavoro e 10 milioni di infortuni, per una media di 700mila infortuni all’anno. A riferirlo Bruno Giordano, il direttore dell’Ispettorato nazionale del lavoro.
Lavoro – Un cantiere edile – Foto di repertorio
“Avremmo dovuto avere 15mila sentenze, perché ne abbiamo solo alcune centinaia?” ha spiegato. Le dichiarazioni sono arrivate durante l’audizione sul Ddl del Movimento 5 stelle sull’istituzione della procura nazionale del lavoro. Con la “frammentarietà di un quadro di vigilanza nella materia lavoro è ancora più necessario un coordinamento a livello investigativo”, ha sottolineato Giodano, “le vittime hanno necessità di avere la stessa giustizia”.
Nell’intero territorio dell’Unione europea, nel 2020 sono stati denunciati e registrati oltre 4,6 milioni di infortuni legati all’attività lavorativa. Il 2.4% di tutti i cittadini di età compresa tra 15 e 64 anni ne è stato vittima. Nel 2013 il tasso era il 2,8%, e questa riduzione “può essere in parte dovuto alla pandemia”, che ha visto molta gente lavorare da casa o addirittura non lavorare affatto. La categoria professionale con la più alta percentuale di persone che hanno segnalato un infortunio sul lavoro a livello UE lo scorso anno è stata quella degli artigiani e dei mestieri collegati, seguita dagli operatori e assemblatori di impianti e macchine e dai lavoratori qualificati dell’agricoltura e della pesca.
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