Milano – Aereo caduto a Milano, lo schianto tre minuti dopo il decollo.
San Donato Milanese – Aereo precipita su un edificio
L’incidente, avvenuto domenica alle 13:05, è costato la vita a otto persone. Tra i passeggeri dell’ultraleggero partito dall’aeroporto di Linate e diretto a Olbia, non ci sono sopravvissuti.
Ai comandi del Pc-12 c’era il magnate immobiliare romeno Dan Petrescu, 68 anni, proprietario e pilota del velivolo, tre miliardi di patrimonio, titolare di ipermercati e gallerie commerciali. Con lui la seconda moglie Regina Balzat Petrescu, 65 anni, il figlio Dan Stefan, 30 anni, e un suo amico canadese, il 35enne Julien Brossard. Era di origini pavesi, invece, Filippo Nascimbene, 32 anni, manager a Milano nella Start Hub consulting, che si trovava sull’aereo insieme alla moglie Claire Stephanie Caroline Alexandrescu, 33 anni, manager pubblicitaria di Pernod Ricard, nata in Francia, e il figlio Raphael di appena un anno. Con loro anche la suocera 65enne, Miruna Anca Wanda Lozinschi di origini romene. Sull’incidente è stato aperto un fascicolo per disastro aereo dall’aggiunto Tiziana Siciliano e affidato ai pm Mauro Clerici e Paolo Filippini.
San Donato Milanese – Aereo precipita su un edificio
Stando a quanto ricostruito, dopo il decollo l’aereo avrebbe correttamente effettuato due svolte verso destra, passando sull’Idroscalo e su Segrate. Poi anziché procedere a sud in direzione della Sardegna, il velivolo avrebbe tagliato all’improvviso la rotta come se volesse tornare verso l’aeroporto schiantandosi pochi secondi dopo su una palazzina fortunatamente disabitata.
Gli inquirenti parlano di una “caduta verticale” non durata che pochi secondi. È il Corriere della sera a riferire quanto avvenuto in quegli attimi concitati nella torre di controllo. “Perché avete deviato? Per evitare una turbolenza?” avrebbero richiesto dal centro comandi. Un secco e lapidario “no” ricevuto in risposta e poi più nulla. Dall’aereo però non arriva alcun may-day. L’ultraleggero avrebbe poi perso velocità fino allo schianto.
Intanto sono stati acquisiti tutti i filmati della videosorveglianza presenti nella zona e ritrovata la scatola nera a una decina di metri dalla voragine nella facciata e in parte del tetto della palazzina. Stando a quanto raccontato anche da alcuni testimoni, che avrebbero visto il monomotore turboelica in fiamme, al momento la pista del guasto tecnico dietro alla tragedia sembra essere la più accreditata.
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