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Bruxelles - Il presidente del parlamento europeo: "È un'iniziativa forte ma necessaria se vogliamo salvare l'Europa"

David Sassoli cita in giudizio la Commissione Ue: “Deve agire contro i paesi che violano lo stato di diritto”

di Edoardo Venditti
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Bruxelles – Il presidente del Parlamento europeo David Sassoli ha dato mandato ai legali dell’organo che presiede di citare in giudizio la Commissione Ue. Il numero uno dell’europarlamento contesta alla Commissione di non aver preso misure forti e decise contro i paesi dell’Ue che violano lo stato di diritto. “La nostra azione giudiziaria è un necessario stimolo perché la Commissione rompa ogni indugio e agisca rapidamente”, afferma Sassoli.


Il presidente del parlamento europeo David Sassoli

Il presidente del parlamento europeo David Sassoli


La disputa, che arriverà davanti alla Corte di giustizia europea, verte dunque sul meccanismo che vincola l’esborso dei fondi europei al rispetto da parte dei vari paesi dell’Ue dello stato di diritto. Un tema che è diventato sempre più caldo negli ultimi giorni a causa di una sentenza della corte costituzionale della Polonia che ha decretato che alcuni articoli dei trattati europei sono “incompatibili” con la costituzione dello stato polacco e che le istituzioni comunitarie “agiscono oltre l’ambito delle loro competenze”. In breve, la Polonia ha stabilito il primato del proprio diritto nazionale su quello europeo.

Per l’Ue la decisione polacca costituisce una sfida diretta e un pericolo concreto all’unità degli ordinamenti giuridici comunitari. Bruxelles si è inoltre detta più volte preoccupata per la mancata indipendenza della magistratura polacca, tema tra l’altro già al centro di un contenzioso legale tra le due parti. Inevitabile dunque un nuovo scontro tra l’Ue e la Polonia. “La recente sentenza della Corte costituzionale polacca mette in dubbio molte cose – ha affermato la presidentessa della Commission europea Ursula von der Leyen durante il dibattito che c’è stato proprio su questo tema il 19 ottobre al Parlamento europeo -. Siamo preoccupati per l’indipendenza dei giudici da tempo, perché l’immunità dei giudici è stata spesso rimossa senza giustificazione, questo minaccia l’indipendenza del sistema giudiziario che costituisce un pilastro dello stato di diritto. La situazione è peggiorata. La Commissione europea sta valutando attentamente la sentenza, posso già dirvi oggi che sono fortemente preoccupata perché mette in discussione le basi dell’Unione europea”.

Il vincolo sul rispetto dello stato di diritto, dal quale dipende l’esborso dei fondi europei verso i vari paesi, è stato approvato nel dicembre 2020 mentre si stava chiudendo l’accordo sul piano dei fondi economici del Next Generation Eu. La Commissione europea ha quindi la possibilità di aprire una procedura contro uno dei paesi dell’Ue nel caso in cui dovesse riscontrare una violazione dei principi dello stato di diritto, che può essere una minaccia all’indipendenza della magistratura, casi di conflitti d’interesse nel sistema giudiziario o la mancanza di una qualsiasi garanzia fondamentale. Il procedura prevede poi un dialogo tra il paese in questione e l’esecutivo comunitario che, se il problema persiste, può sospendere l’erogazione dei fondi. Una misura che non piace soprattutto a Polonia e Ungheria. Paesi, questi, che si stanno scontrando con Bruxelles su diversi temi, ad esempio quello dei diritti Lgbt. 

Ma la Commissione europea, nonostante lo scontro frontale con la Polonia, non ha ancora preso misure concrete contro Varsavia. Per questo David Sassoli la sta citando in giudizio.”Ho dato mandato ai legali del Parlamento di citare in giudizio la Commissione europea Può sembrare un’iniziativa forte. E, intendiamoci, lo è. Ma è assolutamente necessaria se vogliamo proteggere la nostra Europa, se vogliamo salvarla”.

“Esiste un principio essenziale, che è il rispetto dello stato di diritto nei paesi dell’Unione – continua Sassoli -. Parliamo dei diritti concreti, i diritti delle persone Le violazioni dello stato di diritto da parte dei governi di alcuni paesi consistono ad esempio in una non piena libertà di informazione, in una minaccia all’indipendenza della magistratura, nella presenza di conflitti d’interesse nel sistema giudiziario o nella mancanza di una qualsiasi necessaria garanzia. Queste violazioni, sempre più frequenti e pericolose, e le tentazioni di violazioni ulteriori, vanno stroncate prima che sia troppo tardi”.

“La Commissione ha il potere di avviare una procedura di infrazione e, se le cose non si risolvono, di bloccare l’erogazione dei fondi ai paesi che violano i principi comunitari. Finora non lo ha fatto. A nostro avviso deve farlo e farlo subito, perché non esistono mediazioni possibili: democrazia, libertà e Stato di diritto non sono negoziabili. La nostra azione giudiziaria è un necessario stimolo perché la Commissione rompa ogni indugio, e agisca rapidamente. I governi di questi paesi devono capire una semplicissima cosa: se non rispetti pienamente i diritti dei cittadini europei, non hai diritto ai soldi dell’Europa”.

Edoardo Venditti


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22 ottobre, 2021

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