Viterbo – L’ingresso del tribunale
Viterbo – (sil.co.) – Dovevano essere sentiti quattro testimoni dell’accusa, ma ne è venuto solo uno, un ragazzo di 22 anni apparentemente di scarsa memoria. “Ho rimosso quegli anni in cui ho assistito a tante cose che non avrei voluto vedere, ora mi sono trasferito a Roma, faccio l’università e ho totalmente cambiato vita”, ha risposto al pm e ai giudici del collegio che lo invitavano a fare uno “sforzo” per ricordare. Alla fine ha ammesso “per una canna si sono fatti dare 250 euro”, ma solo perché lo aveva detto ai carabinieri quattro anni fa, quando è stato sentito a sommarie informazioni.
E’ ripreso così il processo a due presunti spacciatori, componenti di una banda di bulli che, durante l’estate del 2017, in un centro dei Cimini avrebbero picchiato e terrorizzato un portatore di handicap di 17 anni, costringendolo a versare loro soldi e a fumare uno spinello.
Ieri sono emersi ulteriori particolari: avrebbero preteso 250 euro in cambio della canna fatta fumare a forza e sarebbero anche riusciti a sottrargli altri 350 euro per la scuola guida.
Secondo quanto emerso all’udienza dello scorso 20 aprile, quando sono stai sentiti la vittima e il padre, gli imputati, oltre a dargli l’erba, gli avrebbero spillato quattrini (per l’appunto i 250 euro) e rubato un cellulare nuovo di zecca (un iPhone ultimo modello del valore di mille euro). Una volta gli avrebbero sottratto un paio di scarpe, una collana, un orologio e delle magliette con la scusa di andare in discoteca. Un’altra lo avrebbero portato a Viterbo e, dopo un giro a Pratogiardino “Lucio Battisti”, sarebbero andati a fare shopping a spese sue in un centro commerciale.
Il sostituto procuratore Chiara Capezzuto
Era il 30 giugno 2017 quando il ragazzo, con problemi di vista e di udito, sarebbe stato aggredito, picchiato e derubato di un iPhone sulla piazza principale del paese da due giovani, finiti a processo davanti al collegio presieduto dal giudice Eugenio Turco. Titolare del fascicolo il pubblico ministero Chiara Capezzuto. Sarebbe stato solo l’ultimo episodio di una lunga scia di vessazioni e angherie cui l’adolescente sarebbe stato sottoposto.
– Disabile vittima di bullismo: “Mi hanno picchiato per farmi fumare uno spinello”
Ai carabinieri, la vittima ha riferito: “Mi hanno costretto a fumare marijuana, io gli ho detto di no, non posso perché mi fa male. Ma uno di loro mi ha preso a schiaffi e pugni e l’altro mi ha fatto fumare per forza uno spinello”.
Il processo riprenderà il prossimo 4 maggio per sentire gli ultimi tre testimoni dell’accusa.
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