Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Apprendiamo con stupore e disappunto, la notizia del mancato pagamento delle bollette relative alla erogazione di corrente elettrica presso l’emporio solidale di Viterbo e l’adiacente ambulatorio medico sociale di Viterbo, punti di riferimento importantissimi per numerose famiglie e persone bisognose di aiuto.
La notizia di per sè grave, è solamente una delle “dimenticanze” di quest’amministrazione, poco attenta all’emergenza sociale che stiamo vivendo in questo particolare momento.
Realtà sociali necessarie alla sopravvivenza economica e psicologica di famiglie e anziani, sono state considerate in secondo piano rispetto a manifestazioni ad alto tasso di visibilità.
Un’incuria diffusa, ai servizi sociali. Ricordiamo infatti che i centri polivalenti, sollievo psicologico per circa 2500 anziani della città e delle frazioni, verranno riaperti solo prossimamente e dopo un nostro aspro sollecito.
Se pensate che finora sono stati chiusi per interventi di ordinaria manutenzione, che un’amministrazione attenta avrebbe dovuto opportunamente preventivare in bilancio già dalla scorsa primavera, si comprende come il settore sia completamente lontano dai bisogni dei cittadini. Anche perchè i soldi in altri casi sono stati trovati con estrema rapidità.
L’emporio solidale e l’ambulatorio medico costretti a chiudere per leggerezza o negligenza, nella migliore delle ipotesi, con il risultato che molti generi alimentari donati generosamente rischiamo di essere buttati via perché deperiti, vanificando la possibilità che ogni giorno questa realtà offre a chi vive alle soglie della povertà.
Ma si sa la povertà e la solitudine non danno visibilità, vengono vissute in silenzio e nel silenzio generale di chi dovrebbe dare loro priorità assoluta; nella povertà e nella solitudine non ci sono tagli di nastri e autocelebrazioni, né sorrisi di circostanza e fotografie patinate, c’è solo la disperazione di chi le vive, ma questa è un’altra storia.
Patrizia Notaristefano e Cinzia Burla (Viterbo 2020)
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