Il lago di Bracciano a secco nel 2017 – Nel riquadro: Andrea Bossola
Civitavecchia – Disastro ambientale al lago di Bracciano rimasto a secco nell’estate del 2017, su richiesta dell’associazione viterbese Accademia Kronos sarà citata come responsabile civile la società multiservizi romana Acea Spa, capogruppo della holding.
Durante l’udienza preliminare che si è tenuta ieri davanti al giudice Giuseppe Coniglio del tribunale di Civitavecchia, ha avanzato a sorpresa la richiesta l’avvocato Ottavio Marco Capparella del foro di Viterbo, che rappresenta la nota onlus ambientalista di Ronciglione.
“La richiesta è stata accolta dal gup Coniglio il quale, dopo la costituzione delle parti civili ammesse, ha rinviato la discussione al prossimo 8 marzo proprio in virtù della citazione nelle vesti di responsabile civile di Acea Spa, cui nel frattempo sarà recapitato il decreto del giudice, che rappresenta la vera novità del processo”, spiega l’avvocato Capparella.
Oltre a Accademia Kronos, hanno ottenuto il via libera alla costituzione di parte civile anche Legambiente, Codici Ambiente e vari comitati locali di comuni limitrofi.
L’avvocato Ottavio Capparella
Il processo per la grave crisi idrica che ha messo in ginocchio il lago di Bracciano nella torrida estate di quattro anni fa è ripreso ieri davanti al gup del tribunale di Civitavecchia.
Sedici gli imputati di disastro ambientale aggravato in concorso, tra i quali l’ex presidente della Talete, Andrea Bossola, all’epoca ai vertici di Acea Ato 2 Spa.
Accademia Kronos, Codici Ambiente e Legambiente vanno ad aggiungersi alle sette parti offese individuate dall’accusa, tra cui spiccano anche il Consorzio del lago di Bracciano, il parco naturale regionale di Bracciano-Martignano e il comitato per la difesa del bacino lacuale Bracciano-Martignano.
Otto, tra cui Bossola, gli ex componenti del cda di Acea Ato 2 per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio. Gli altri otto sono la stessa società e sette privati cittadini. Tutti e sedici sono accusati di disastro ambientale aggravato, per aver captato l’acqua del lago di Bracciano in assenza di titolo concessorio “così cagionando abusivamente e per colpa l’alterazione irreversibile dell’ecosistema dell’area naturale protetta”.
Vigna di Valle – Il lago di Bracciano a secco
Tra le parti offese il parco naturale di Bracciano-Martignano
Sette le parti offese, individuate a suo tempo dal pm Delio Spagnolo della procura di Civitavecchia. Tra loro il vicesindaco di Bracciano Gianfranco Rinaldi, il sindaco di Anguillara Sabazia Sabrina Anselmo, il vicesindaco di Trevignano Romano Claudia Maciucchi, il presidente del Consorzio del lago di Bracciano Renato Cozzella e il presidente del parco naturale regionale di Bracciano-Martignano Vittorio Lorenzetti.
Gli altri sono il consigliere regionale Emiliano Minnucci e la presidente del comitato per la difesa del bacino lacuale Bracciano-Martignano Graziarosa Villani. Entrambi residenti ad Anguillara Sabazia, furono i primi a sporgere denuncia.
Due denunce e uno stuolo di luminari
L’inchiesta ha preso il via da due denunce presentate il 20 e il 21 giugno 2017. Tra le parti offese, non a caso, ci sono anche la presidente del comitato per la difesa del bacino lacuale Bracciano-Martignano Graziarosa Villani e il consigliere regionale del Pd Emiliano Minnucci.
Sono stati i primi, il 20 giugno 2017, a presentare alla procura di Civitavecchia una denuncia querela (messa a punto dagli avvocati Francesco Falconi e Simone Calvigioni) per i danni ambientali derivati dall’abbassamento del livello del lago di Bracciano. In allegato le relazioni scientifiche del docente di Ecologia della Sapienza di Roma Loreto Rossi, del biologo Mattia Azzella, del ricercatore Giampietro Casasanta, del geologo Alessandro Mecali, che hanno lavorato anche sulla base dello storico studio sul bilancio idrico del lago di Bracciano di Fabio Musmeci ed Angelo Correnti e su ricerche di Franco Medici.
Il giorno successivo, 21 giugno 2017, è stata invece la volta dell’esposto per disastro ambientale presentato dai sindaci di Anguillara Sabazia, Trevignano Romano e Bracciano, dei presidenti del parco naturale di Braccianoe Martignano e del Consorzio di navigazione.
La scomparsa della calamaria dal lago di Bracciano
Gli indagati, compresa la società Acea Ato 2, sono accusati, tra l’altro, della scomparsa del cosiddetto Habitat 3130, tipico delle fasce perilacustri e costituito da una vegetazione di comunità anfibie di taglia minuta. “Rarissimo sul territorio italiano – si legge nella richiesta di rinvio a giudizio – e custode, nel lago di Bracciano, della specie endemica Isoetes sabatina, ufficialmente protetto a livello comunitario con Direttiva Habitat UE/1992”. La Isoetes sabatina o calamaria del lago di Bracciano, che vive sommersa e radicante nel fango, è una specie endemica del Lazio, dove si trova l’unica popolazione sinora nota, in un ambiente con acque alcaline piuttosto inusuali per le specie di questo genere.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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