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Civitavecchia - Ripreso il processo a otto imputati - Si torna in aula a maggio e giugno

Disastro lago di Bracciano – Dirigente regionale: “Limite di 161,90”, Il comitato: “No a nuove captazioni”

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Civitavecchia – (sil.co.) – Lago di Bracciano a secco nell’estate 2017, è ripreso il 22 marzo davanti al tribunale di Civitavecchia il processo per disastro ambientale che vede a giudizio otto imputati ovvero gli allora membri del consiglio di amministrazione di Acea Ato 2 tra i quali l’ex presidente di Talete, Andrea Bossola. A maggio sarà invece la volta dell’ingegnere Alessandro Piotti, mentre per giugno è prevista la testimonianza degli operatori di polizia giudiziaria che si sono occupati delle indagini.


Il lago di Bracciano a secco nel 2017 - Nel riquadro: Andrea Bossola

Il lago di Bracciano a secco nel 2017 – Nel riquadro: Andrea Bossola


Dopo il rinvio di febbraio, il mese scorso è stato sentito come testimone Mauro Lasagna, all’epoca dei fatti a capo della direzione regionale risorse idriche, difesa del suolo e rifiuti.

Interrogato dal pubblico ministero Delio Spagnolo, Lasagna ha ricostruito quei giorni ricordando l’iter che portò alla decisione di emettere ordinanze per il fermo alle captazione, ordinanze poi impugnate senza successo sia dinanzi al tribunale superiore delle acque pubbliche che in cassazione. Si è ricordato inoltre il limite posto dal progetto originario dei 161,90 s.l.m. al di sotto del quale non si sarebbe potuti andare come invece è stato fatto.

“Circa il tentativo di Acea Ato 2 di tornare a prelevare acqua dal lago di Bracciano – si legge nel comunicato diffuso dal Comitato per la difesa del bacino lacuale di Bracciano Martignano – il comitato ha inviato in data 14 marzo 2024, tramite i propri legali Francesco Falconi e Simone Calvigioni, una intimazione diffida alla procura della repubblica presso il tribunale di Civitavecchia, alla Regione Lazio, Acea/ AceaAto2 spa, all’ufficio territoriale del governo di Roma, al ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, ai comuni di Anguillara Sabazia, Bracciano e Trevignano Romano, al parco naturale regionale Bracciano-Martignano e al consorzio Lago di Bracciano di ‘inibizione/non autorizzazione di captazioni Acea Ato 2 spa’”.

Per il comitato “va respinto ogni tentativo di ripresa delle captazioni. Vanno piuttosto sollecitati investimenti per l’ammodernamento e l’adeguamento del sistema fognario Cobis e la realizzazione di studi di fattibilità per un progetto che consenta di riportare al lago le acque depurate all’ultimo stadio che oggi invece vengono sversate nell’Arrone e quindi al mare”.

“Quanto accaduto peraltro ha creato un gravissimo disagio per i pescatori di professione che solo a distanza di anni, anche grazie alla recente deroga disposta dalla Regione Lazio per l’immissione di coregone, ritenuto specie non autoctona, si stanno risollevando da una crisi economica senza precedenti”, viene infine sottolineato.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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23 aprile, 2024

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