Viterbo – (sil.co.) – Minaccia di ucciderla e di uccidersi davanti al figlioletto, finisce a processo davanti al collegio per maltrattamenti aggravati. Protagonista dell’ennesimo caso di violenza domestica un 46enne, difeso dall’avvocato Emilio Lopoi. Parte civile con l’avvocato Luigi Mancini la vittima, una trentenne.
Viterbo – Un’aula del tribunale
I fatti sarebbero avvenuti tra ottobre 2018 e lo scorso 21 aprile quando, in seguito all’ennesimo episodio di violenza, per il 46enne è scattata la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla parte offesa.
Tutto sarebbe partito dall’interruzione della convivenza, decisa dalla ex e mai accettata dall’imputato, il quale, scoperto che nel frattempo la trentenne aveva iniziato a frequentare un altro, invece di arrendersi, si sarebbe reso protagonista di un’escalation di atti volti a imporle un regime di vita vessatorio, mortificante e insostenibile, coinvolgendo anche il figlio minore della coppia davanti al quale l’avrebbe appellata con termini quali “troia”, “puttana”, “zingara” e peggio.
La vittima sarebbe stata anche picchiata dall’imputato che, di sovente in stato di ubriachezza, oltre a coprirla di insulti e offese l’avrebbe spesso presa a schiaffi e, in una occasione, le avrebbe anche sferrato una testata sul naso solo perché si sarebbe “permessa” di far avvicinare il figlio da un altro uomo.
La primavera scorsa, avuta contezza che lei era intenzionata a rifarsi una vita senza di lui, il 46enne sarebbe arrivato al punto di minacciare di ucciderla e di uccidersi qualora non fossero tornati insieme, spaventandola talmente tanto al telefono da convincerla che era arrivato il momento di sporgere querela.
Da allora è sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa. Il processo, che si è già aperto, mercoledì davanti al collegio, in seguito all’accoglimento della richiesta di giudizio immediato, entrerà nel vivo il 12 gennaio per sentire la vittima e gli altri testimoni dell’accusa. La presidente Elisabetta Massini inoltre, per sveltire i tempi, ha già calendarizzato altre due udienze a marzo.
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