Viterbo – (sil.co.) – Padre colpito da divieto da divieto di avvicinamento va ad aspettare il figlioletto sotto scuola per fargli gli auguri di buon compleanno, scatta l’arresto obbligatorio.
Protagonista un 31enne d’origine dominicana cui il tribunale per i minori ha sospeso diversi mesi fa la potestà genitoriale, già a processo perchè tra il 2017 e il 2020 avrebbe picchiato e violentato la moglie, una connazionale di 32 anni, e preso a bastonate anche i figli, che hanno ora 3 e 6 anni.
Viterbo – L’ingresso del tribunale
L’uomo è stato nuovamente arrestato, in flagrante, martedì dagli agenti della squadra mobile della questura. Non è la prima volta che per lui scatta l’aggravamento.
E’ entrato in vigore così a Viterbo, all’inizio di questa settimana, l’inasprimento previsto dal decreto Cartabia nell’ottica di porre un freno all’escalation di violenza domestica e di femminicidi che, dal lockdown in qua, stanno funestando le cronache nazionali.
A novembre 2020, il 31enne era stato sottoposto alle misure cautelari dell’allontanamento dall’abitazione familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.
Lo scorso 13 aprile si è aperto contro di lui il processo, con giudizio immediato, per i reati di maltrattamenti contro familiari e conviventi, violenza sessuale e lesioni personali aggravate. Parti civili moglie e figli, assistiti dall’avvocato Dominga Martines del centro antiviolenza Penelope.
L’uomo, nei confronti del quale era attualmente in vigore il divieto di avvicinamento, ieri l’altro ha violato l’obbligo recandosi davanti alla scuola frequentata dal bambino, per festeggiare in qualche modo il suo compleanno.
Con sé avrebbe avuto un disegno che voleva regalare al piccolo, ma non avrebbe fatto neanche in tempo a salutarlo da lontano.
La dirigente scolastica, informata della misura cautelare a carico del genitore, quando ha visto il 31enne all’esterno della vetrata d’ingresso dell’istituto, avrebbe immediatamente allertato il centro antiviolenza che si sta occupando della moglie e dei figli della coppia in questa fase così delicata e per l’uomo è scattato l’arresto. Per l’appunto obbligatorio in questi casi.
“Stai zitta, cagna maledetta”, avrebbe apostrofato regolarmente la moglie.
Nel corso del 2021 l’uomo è stato ristretto in carcere, in seguito alle ripetute violazioni degli obblighi derivanti dal provvedimento, misura successivamente sostituita prima dagli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico e poi dal divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa.
Ieri è comparso davanti al giudice Elisabetta Massini che, convalidando l’arresto, ha rinviato il processo per direttissima, per dare tempo al difensore Domenico Gorziglia di valutare il ricorso a riti alternativi.
Il legale sarebbe orientato a optare per l’abbreviato, che in caso di condanna consentirebbe all’imputato di beneficiare dello sconto di un terzo della pena.
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