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Cronaca - Una circolare del Viminale chiede alle aziende del settore di fornire gratuitamente i tamponi ai propri lavoratori, ma scoppia la polemica

I portuali no Green Pass di Trieste minacciano il blocco dello scalo dal 15 ottobre

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Trieste – È caos e polemica sul Green pass per i lavoratori nei porti.


Il porto di Trieste

Il porto di Trieste


I portuali di Trieste, infatti, da settimane sono sul piede di guerra e minacciano un blocco dello scalo se non verrà ritirato l’obbligo del Green pass sui luoghi di lavoro in vigore dal 15 ottobre. Da parte sua, il governo ha tentato una mediazione, ma senza successo, per scongiurare uno stop delle attività in uno dei porti più grandi e importanti d’Italia. Un rischio molto concreto, dal momento che i portuali di Trieste senza Green Pass, a quanto si apprende, sarebbero il 40 per cento degli addetti ai lavori.

Con una circolare diramata ieri, il Viminale ha infatti cercato di tendere la mano ai lavoratori dello scalo triestino che minacciano il blocco. Il ministero dell’interno ha affermato che, per evitare le inevitabili situazioni di forte gravità che deriverebbero dallo stop delle attività portuali, gli operatori economici economici che operano in questo settore “potranno valutare, nella piena autonomia, ogni possibile modalità organizzativa ai fini dell’acquisizione del Green Pass da parte dei dipendenti che ne siano sprovvisti”. Dunque, raccomandando anche le imprese di “mettere a disposizione del personale sprovvisto di Green pass test molecolari o antigenici rapidi gratuiti”, in modo da assicurare il pieno svolgimento delle attività portuali. 

Le aziende si sono rese disponibili a pagare ai propri dipendenti i tamponi fino al 31 dicembre, a patto però che le attività lavorative procedano senza problemi. Ma i portuali triestini sembrano irremovibili e ribadiscono il blocco dello scalo dal 15 ottobre se il governo non ritira l’obbligo del Green Pass sui luoghi di lavoro. “Siamo venuti a conoscenza che il governo sta tentando di trovare un accordo, una sorta di accomodamento riguardante i portuali di Trieste – si legge in un comunicato del Coordinamento dei lavoratori portuali Trieste -. Noi come portuali ribadiamo con forza e vogliamo che sia chiaro il messaggio che nulla di tutto ciò farà sì che noi scendiamo a patti fino a quando non sarà tolto l’obbligo del Green pass per lavorare, non solo per i lavoratori del porto ma per tutte le categorie di lavoratori”. Non solo. Da Trieste fanno sapere che il blocco delle attività portuali potrebbe estendersi anche a Genova e ad altri scali nevralgici per il paese.

A Trieste c’è dunque forte apprensione per il blocco annunciato. E immediatamente scoppia anche la polemica politica, con Matteo Salvini che ha immediatamente commentato: “Tamponi rapidi e gratuiti per i lavoratori (del porto di Trieste) senza Green Pass, per evitare problemi. Parola della Lamorgese. Ah, ma quindi si può fare! E per gli altri milioni di lavoratori invece zero? Invece delle imprese, a contribuire dovrebbe essere lo stato. Inadeguata”.

Critiche alla circolare del Viminale sono arrivate anche da alcuni esponenti del Partito democratico, anche se per motivazioni diametralmente opposte a quelle di Salvini. La Lega da tempo sostiene che lo stato debba offrire a tutti i lavoratori che non intendono vaccinarsi contro il Covid la possibilità di sottoporsi al tampone gratuitamente. Alcuni politici dem invece sostengono che con questa deroga per i lavoratori portuali si possa creare una situazione caotica a livello nazionale, dal momento che le nuove indicazioni del ministero dell’interno vanno in direzione contraria rispetto a quanto da sempre sostenuto dal governo in materia di gratuità dei tamponi.


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13 ottobre, 2021

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