Viterbo – Quartiere Pilastro ostaggio della Viterbese. A ogni fischio d’inizio, per residenti e commercianti inizia più che un incontro di calcio, un calvario. Che non dura novanta minuti, ma parte ben prima e finisce parecchio oltre il termine della gara casalinga.
Diverse le lamentele arrivate a Viterbo 2020, soprattutto per le forti limitazioni alla viabilità e i divieti. Chiara Frontini e i suoi se ne sono fatti carico e le hanno girate in amministrazione comunale.
La (non) risposta è stata da cartellino rosso e quindi, Stefano Floris e Carlo Carbonari, referenti per il quartiere del movimento, hanno deciso di spostarsi da palazzo dei Priori al palazzo della prefettura.
Una lettera per far presente le difficoltà di commercianti e residenti, costretti ogni volta a mettersi in difesa. Un calvario che è diventato doppio, da quando lo stadio comunale è a disposizione pure del Monterosi.
La partita dei disagi è cominciata con la nuova stagione calcistica. “Le massicce misure di sicurezza e di viabilità messe in atto in occasione delle partite – scrivono da Viterbo 2020 al prefetto Giovanni Bruno – ormai da anni, creano notevoli disagi sia ai residenti sia alle attività commerciali del quartiere Pilastro, con divieti di sosta sin dalle 15 e di chiusura al traffico dalle 17, anche quando gli incontri iniziano alle ore 20,30.
Di fatto il quartiere resta completamente isolato dal resto della città sia in entrata, sia in uscita”. Niente di nuovo.
“Ogni anno i disagi si ripetono senza che si riesca effettivamente a trovare una soluzione che coniughi i legittimi interessi dei tifosi agli altrettanto legittimi interessi di residenti e commercianti del quartiere, che di fatto si vedono costretti a operare senza che i clienti possano raggiungere i propri negozi con alcun mezzo.
Ad aggravare ulteriormente la situazione è stata la messa a disposizione della stadio comunale per la squadra del Monterosi, con la conseguenza che le giornate di isolamento vengono raddoppiate rispetto a quelle della scorsa stagione calcistica”.
Residenti e commercianti sono al limite. “Divieti d’accesso e di sosta anche nei pressi delle proprie abitazioni appaiono agli occhi dei residenti eccessive e spesso non giustificate dalla presenza, spesso ridotta ai minimi termini, di tifosi delle compagini ospiti.
Inoltre, lo sproporzionato dispiegamento di forze dell’ordine posizionate in ogni incrocio, (pronte a sanzionare e a ostacolare) crea malumori e tensioni”.
Chi ha un negozio da quelle parti sa quanto gli costa “giocare in casa”.
“Le attività economiche denunciano diminuzioni d’incassi in concomitanza degli incontri di calcio fino all’80%. Una situazione di disagio non più sostenibile per residenti e operatori commerciali”.
Per questo, dal movimento civico chiedono al prefetto di prevedere un tavolo consultivo, non solo con le autorità competenti, ma anche una rappresentanza di residenti, commercianti e società sportive.
“Per trovare una soluzione ai problemi, anche rivedendo il piano di sicurezza. Nella speranza di risolvere o quantomeno limitare i disagi sopportati dai cittadini”.
Giuseppe Ferlicca
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