Viterbo – “Contributi per abbattere barriere architettoniche, i tempi non dipendono dal comune”. L’assessora ai Servizi sociali Antonella Sberna precisa, dopo che Maria Antonietta Coccia ha fatto presente la sua situazione e quella di altri.
Interventi d’adeguamento in casa effettuati e contributi mai arrivati, fino a quando, a distanza di otto anni, è stata contattata dall’amministrazione comunale.
Ormai non viveva più in quell’abitazione, mentre altri beneficiari sono passati a miglior vita.
Un lasso di tempo eccessivo. Anche dalla prospettiva di palazzo dei Priori. Tuttavia: “Ogni sei mesi – ricorda Sberna – le domande sono inviate dal comune alla regione, che poi invia i contributi. Noi effettuiamo solo un passaggio, siamo tramiti, i tempi d’erogazione non dipendono da noi”.
Nel caso specifico: “Si tratta di un intervento da oltre 220mila euro per 41 persone interessate. La misura è stata comunicata agli uffici comunali il 13 settembre e il giorno seguente sono iniziate le operazioni per contattare i diretti interessati e ottenere la documentazione, come previsto per procedere all’erogazione.
Non ci sono stati ritardi da pare nostra, anzi, i nostri uffici sono stati veloci e mi voglio complimentare. Hanno cercato le persone e la documentazione.
Sono procedure storicamente lunghe, ma non per nostra responsabilità. Fanno riferimento alla legge 13 del 1989”. Andrebbero ridotti.
“La risposta dovrebbe essere più tempestiva, ogni sei mesi inviamo i resoconti e magari entro un anno dovrebbe arrivare il corrispettivo, sei o sette sono troppi”.
A fronte di un lasso così lungo, pure gli sforzi del comune servono a poco. “Il 13 settembre abbiamo ricevuto comunicazione e il 22 ottobre erano stati contattati tutti. Fino a quando il settore infrastrutture e mobilità della regione non ci informa, per noi non è possibile muoverci”.
Giuseppe Ferlicca
– “Rimborsi dopo 8 anni, qualcuno che ne aveva diritto è pure morto…”
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