Roma – Sono state identificate dai carabinieri altre ventiquattro persone che avrebbero partecipato agli scontri scoppiati sabato 9 ottobre a Roma nell’ambito della manifestazione contro il Green Pass.
Roma – L’assalto alla sede della Cgil del 9 ottobre
È quanto emerge da un’informativa depositata in procura dal nucleo informativo dei carabinieri di Roma. Secondo quanto si apprende, l’accusa sarebbe per tutti di resistenza e violenza aggravate in concorso e manifestazione non autorizzata. Di questi nuovi identificati, una quindicina avrebbe fatto anche parte del gruppo che ha assaltato la sede della Cgil. Per loro l’accusa è dunque anche di devastazione, occupazione e danneggiamento.
La manifestazione contro il Green Pass di sabato a Roma si è trasformata in una violenta guerriglia urbana, culminata con il ferimento di 38 agenti e l’assalto alla sede storica della Cgil in Corso d’Italia. Gli arresti dei primi presunti responsabili sono arrivati nella notte tra sabato e domenica. Tra le prime dodici persone fermate ci sono anche Roberto Fiore e Giuliano Castellino, rispettivamente segretario nazionale e capo romano di Forza Nuova.
Dopo il fermo da parte delle forze dell’ordine dei leader di Forza Nuova, da molti settori della società italiana è emersa con forza la richiesta di sciogliere la formazione neofascista. Il Partito democratico ha già presentato una mozione in questo senso, firmata anche da Movimento 5 stelle e Leu, che è già stata calendarizzata.
Nel pomeriggio di ieri la ministra dell’interno Luciana Lamorgese ha poi riposto al question time alla camera dei deputati sulla gestione dell’ordine pubblico in occasione della manifestazione del 9 ottobre. “Gli elementi già acquisiti consentono di focalizzare la figura di Giuliano Castellino, il quale, anche in tale circostanza, si è evidenziato per un deciso protagonismo rilevatosi soprattutto in occasione del suo intervento a piazza del popolo, allorché ha preso la parola facendo riferimento alla volontà di indirizzare il corteo verso la sede della Cgil – ha affermato la ministra -. Tuttavia la scelta di procedere coattivamente nell’immediatezza nei suoi confronti non è stata ritenuta percorribile da parte delle autorità di pubblica sicurezza e da parte dei responsabili dei servizi di sicurezza che erano nella piazza, nella considerazione che un intervento coercitivo eseguito in un contesto di particolare eccitazione e affollamento presentava l’evidente rischio di provocare reazioni violente da parte dell’interessato e dei suoi numerosi sodali, con la conseguente degenerazione della situazione dell’ordine pubblico”.
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