Cronaca – I rifiuti speciali, anche pericolosi, venivano interrati nel suolo e sotto terreni agricoli. Alcuni di questi sono risultati gravemente contaminati da sostanze altamente nocive con valori che in qualche caso sono arrivati al 6mila per cento sopra il limite previsto.
Carabinieri
Una lunga filiera di rifiuti speciali che partiva dalla Calabria, raggiungeva il nord Italia e alcuni paesi esteri e faceva capo alla cosca Piromalli di Gioia Tauro. È quanto emerge dall’inchiesta “Mala pigna” dei carabinieri forestali, coordinata dalla direzione distrettuale antimafia (Dda) di Reggio Calabria, che ha portato oggi a ventinove misure cautelari personali, diverse delle quali rivolte ad esponenti della ‘Ndrangheta e a imprenditori legati alla cosca, oltre che al sequestro di cinque aziende di trattamento rifiuti tra Calabria ed Emilia Romagna.
A quanto si apprende, i reati contestati a vario titolo agli indagati sarebbero di associazione mafiosa, traffico illecito di rifiuti e altri reati ambientali.
Tra i destinatari dell’ordinanza di custodia cautelare c’è anche l’avvocato ed ex parlamentare di Forza Italia Giancarlo Pittelli, già imputato nel maxiprocesso Rinascita-Scott della Dda di Catanzaro. L’accusa è di concorso esterno in associazione mafiosa. A quanto scrive l’Ansa, l’ordinanza è stata notificata all’avvocato nella sua abitazione, dove si trovava agli arresti domiciliari. Dopo le formalità di rito, l’avvocato ed ex parlamentare sarà accompagnato nella casa circondariale.
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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