Cop26 di Glasgow
Glasgow – “Clima, ogni grado in più rischia di ridurre la fertilità maschile”. A lanciare l’allarme è la Società italiana di andrologia alla conferenza Cop26 sul clima.
“Il numero medio degli spermatozoi degli uomini – hanno spiegato gli andrologi – oggi è dimezzato rispetto a quarant’anni fa e un italiano su 10 è ormai infertile. Un effetto che potrebbe dipendere anche dal cambiamento climatico. È infatti noto che l’aumento della temperatura danneggia l’apparato riproduttivo maschile, molto più di quello femminile: in alcune specie animali, un incremento di pochi gradi delle temperature esterne può arrivare a dimezzare la fertilità e gli esperti temono che questo stia avvenendo anche per l’uomo”.
“Gli studi sugli animali – ha evidenziato Alessandro Palmieri, presidente della Sia – per esempio su farfalle e coleotteri, mostrano che l’aumento delle temperature sta probabilmente contribuendo all’estinzione di alcune specie perché l’apparato riproduttivo maschile e gli spermatozoi in particolare sono molto sensibili al caldo”.
“In alcuni casi – ha illustrato Palmieri – la produzione di spermatozoi è stata vista calare di 3 quarti e la capacità di fecondazione è crollata: solo un terzo degli spermatozoi resta vitale, la maggioranza muore prima di arrivare a fecondare il gamete femminile. Per di più gli effetti negativi si tramandano anche sulla prole eventualmente generata che risulta meno fertile, con un 25% di riduzione delle capacità riproduttive”.
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