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Viterbo - Turchetti (Uil): "Sono il ricavato delle segnalazioni di possibili evasori all'Agenzia delle entrate"

“Il comune recupera solo 2950 euro dal contrasto all’evasione fiscale…”

di Daniele Camilli
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Viterbo – “Il comune di Viterbo nel 2020 ha recuperato soltanto 2950 euro dalla compartecipazione al contrasto all’evasione fiscale”. La notizia è della Uil che ha dedicato un dossier dell’ufficio studi del sindacato al recupero delle somme spettanti ai comuni dal contrasto all’evasione fiscale e contributiva in tutto il paese. Capoluogo di provincia per capoluogo.

“E il comune di Viterbo – precisa il segretario generale della Uil, Giancarlo Turchetti – rispetto al 2019 ha fatto pure meglio. Due anni fa, gli euro recuperati erano soltanto 150. Meglio anche di altre città italiane che hanno visto addirittura ridurre il contributo. Detto ciò, la cifra recuperata dal comune di Viterbo resta sempre molto bassa”.


Viterbo - Il segretario Giancarlo Turchetti

Viterbo – Il segretario generale della Uil Giancarlo Turchetti


Nel 2010 fu introdotta la norma della compartecipazione dei comuni al contrasto all’evasione fiscale. Una compartecipazione frutto di segnalazioni “qualificate” da parte dei comuni all’Agenzia delle entrate. “Ciò significa – spiega Turchetti – che il comune segnala all’Agenzia possibili evasori. L’Agenzia fa i controlli e se l’ipotesi alla fine risulta fondata, il ricavato dell’evasione va ai comuni”.

In tutto il Lazio, secondo le stime della Uil, la cifra recuperata superata appena gli 87 mila euro. Il grosso a Roma, più di 81 mila euro.

Una compartecipazione da parte dei comuni che ha subito un rallentamento complessivo a livello nazionale. “Le somme spettanti ai comuni quest’anno – spiega Turchetti – ammontano in tutta Italia a 6,5 milioni di euro. In diminuzione del 16,5% rispetto all’anno precedente”.


Viterbo - Agenzia delle entrate

Viterbo – Agenzia delle entrate


“Se si analizza l’andamento delle somme recuperate – prosegue poi  la segretaria confederale Uil Ivana Veronese – si è passati dai 1,1 milioni di euro del primo anno (2010), ai quasi 3 milioni di euro del 2011, transitando per gli 11 milioni di euro del 2012 e ai 17,7 milioni di euro del 2013. L’apice si è toccato nel 2014 con un incasso di 21,2 milioni di euro, per poi rallentare e diminuire costantemente a partire dal 2015″.

“I dati che emergono dall’analisi – commenta Veronese – sono alquanto deludenti, se si paragonano agli alti tassi di evasione fiscale e di irregolarità lavorativa nel nostro Paese, che secondo gli ultimi dati ammontano ad oltre 108 miliardi di euro. I comuni devono e possono fare molto in chiave antievasione non solo perché così si potrebbero recuperare risorse per ampliare i servizi ai cittadini o per abbassare le tasse a livello locale, ma anche perché sono i primi presidi sul territorio. Per questo riteniamo utile rendere uniforme l’attività del processo di partecipazione dei comuni su tutto il territorio nazionale. Occorre una forte azione di digitalizzazione della pubblica amministrazione locale, utilizzando al meglio le risorse del Pnrr, in grado di informatizzare e omogeneizzare l’intero patrimonio informativo a disposizione dei comuni, unitamente – conclude Ivana Veronese – a un piano di formazione ed aggiornamento del personale degli enti locali”.

Daniele Camilli


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8 novembre, 2021

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