Roma – Nassiriya, 12 novembre 2003. Nella città irachena le lancette segnavano le 10.40, le 8.40 in Italia, quando un camion cisterna carico di esplosivo è scoppiato davanti all’ingresso della base italiana dei carabinieri. La deflagrazione ha causato anche l’esplosione di un deposito di munizioni, provocando la morte di 28 persone, 19 italiani e 9 iracheni. Tra le vittime ci sono stati anche dei civili.
I funerali di stato per i caduti di Nassiriya, 18 novembre 2003
Quella di Nassiriya è stata la strage più grave che ha colpito militari italiani dalla seconda guerra mondiale. Proprio in occasione del suo anniversario, dal 2009 in Italia si celebra la Giornata del ricordo dei caduti militari e civili nelle missioni internazionali per la pace.
“Desidero rivolgere il mio commosso pensiero a tutti i nostri concittadini vittime durante iniziative apprestate per soccorrere e assistere popolazioni in condizioni di fragilità, per contribuire al ripristino della stabilità e della sicurezza e per affermare i valori di rispetto della dignità umana nelle aree in cui l’Italia è chiamata ad operare nel contesto della comunità internazionale”, ha affermato il presidente Mattarella a diciotto anni da quel terribile 12 novembre.
“Nelle operazioni di ristabilimento della pace e per la tutela dei diritti fondamentali dell’uomo – ha continuato il capo dello stato -, la repubblica italiana continua a rappresentare un esempio, grazie alla vicinanza e alla capacità di dialogo con le popolazioni locali. A quanti vi sono impegnati vanno l’apprezzamento e la gratitudine del paese. Una nuova pagina è stata scritta in questo periodo di emergenza sanitaria che si è aggiunta alle altre dure prove alle quali sono sottoposte le popolazioni di tante aree del pianeta. L’odierna commemorazione, oltre a rappresentare un momento importante per ricordare quanti hanno perso la vita per affermare il valore della pace, deve essere fonte di riflessione e di spinta nel percorso di condivisione e solidarietà, teso ad affermare i valori universali dei diritti umani”.
“Il mio pensiero commosso va oggi alle vittime di quella terribile strage e a tutti gli italiani che hanno perso la vita in altri paesi nell’adempimento del loro dovere, così come alle loro famiglie che hanno pagato un tributo altissimo in termini di dolore e sofferenza – ha commentato il presidente della camera dei deputati Roberto Fico -. I nostri connazionali che partecipano alle missioni mettendo a rischio la loro vita sono dunque gli artefici di un impegno volto a garantire i livelli prescelti di sicurezza globale e per giungere a una pace diffusa, autentica e duratura”.
“Onoriamo oggi la memoria di tutti i caduti militari e civili italiani nelle missioni internazionali per la pace – ha affermato la presidentessa del senato Elisabetta Casellati -. Nessuno deve dimenticare il loro estremo sacrificio in difesa dei nostri valori. Il loro ricordo è indelebile nella coscienza degli italiani. Tutti abbiamo un debito di riconoscenza verso i militari e i civili impegnati per la pace nel mondo, per la generosità e la professionalità con cui quotidianamente assolvono al loro compito in contesti di grande pericolo”.
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