Viterbo – Elezioni provinciali, a fine mese si consegnano le liste, il 18 dicembre il voto. Per il consiglio di palazzo Gentili in via Saffi a Viterbo, e il suo presidente. Quello uscente è Pietro Nocchi, centrosinistra che dall’inizio della pandemia e fino all’ultimo è stato sostenuto anche da Forza Italia. Per un tratto pure la Lega che poi ha tirato i remi in barca quand’è passato il peggio.
Segreterie di gruppi e partiti in movimento. Le ipotesi di candidatura, secondo voci, in vista del 18 dicembre, pare siano tre. Due, invece gli schieramenti. Per la presidenza i nomi che circolano sono quelli di Alessandro Romoli, sindaco di Bassano in Teverina, Alessandro Giulivi, sindaco di Tarquinia, e Luca Profili, sindaco di Bagnoregio e Civita, la città che muore.
Viterbo – Il consiglio provinciale di palazzo Gentili
Alle provinciali i cittadini non votano più. Si tratta infatti di elezioni di secondo livello. Alle urne, soltanto consiglieri comunali e sindaci. A poter essere eletto presidente, soltanto uno dei sindaci. Quest’ultimi, in tutta la Tuscia, sono 60. I consiglieri oltre 600. Il voto è ponderato, significa che ogni consigliere pesa in base alla grandezza del comune da cui proviene. I posti disponibili a palazzo Gentili sono 12, oltre il candidato presidente. Le schede invece due, una per le liste e una per il presidente. La lista dei consiglieri non può essere infatti associata al candidato presidente.
Romoli, Giulivi e Profili. Il primo verrebbe sostenuto da una maggioranza di centrosinistra, più Forza Italia. Almeno quella che fa capo al capogruppo a palazzo dei Priori, Giulio Marini. La stessa cui è iscritto Romoli. Quella componente del partito del Cavaliere che durante la crisi politica comunale di agosto ha rimandato al mittente, cioè Fratelli d’Italia e Andrea Di Sorte-Francesco Battistoni, l’altra parte del partito, la richiesta di far venir meno il proprio appoggio a Pietro Nocchi. Così infatti non è andata. Anche perché Romoli e Marini, oltre al consiglio provinciale, tengono in pugno tutto il gruppo consiliare a palazzo dei Priori. Sindaco Arena escluso. E il dialogo con il Pd di Enrico Panunzi, che sostengono in provincia, pare sia iniziato già da diverso tempo e nemmeno si dovrebbe esaurire con la prossima tornata elettorale. Romoli in tutto questo è il candidato ideale. E’ il legame con il centro da parte del Pd al netto di Fioroni, che in tutte queste scelte pare sia stato messo completamente ai margini da Panunzi. Romoli è fuori dal Pd, la sua presenza in un’alleanza di centrosinistra spaccherebbe in due il partito di Forza Italia, buttando l’altro pezzo a peso morto sulla Lega di Fusco ed è cresciuto nella corrente democristiana dei Gigli, ormai finita e con ereditieri sparsi un po’ ovunque sul territorio. Panunzi invece è forte in regione e in diversi comuni, D’Amato e Zingaretti vengono nella Tuscia ormai una volta a settimana, e punta a consolidarsi in provincia. Prima della partita decisiva del 2023. Una guerra di posizionamento, forte anche di Montefiascone, in vista delle elezioni del dopo Covid.
Bassano in Teverina – Alessandro Romoli
Luca Profili e Alessandro Giulivi. Se uno dei due dovesse essere candidato, dovrebbe a sua volta avere l’appoggio di Fratelli d’Italia e Lega, più Di Sorte e Battistoni.
Profili è il “ragazzo prodigio” della Civita dei miracoli messa insieme dal suo predecessore Francesco Bigiotti, cresciuto e consolidatosi nelle file del centrosinistra e ora ai vertici di Casa Civita che gestisce comunicazione e marketing per conto del borgo storico della Tuscia più famoso al mondo. Un giovane che ha cambiato strada, anche lui inizialmente vicino all’attuale presidente della regione, Nicola Zingaretti (Pd), a un certo punto pare abbia sterzato a destra verso FdI. Anche per emanciparsi dalla tutela di Bigiotti.
Profili sarebbe poi un punto in più per la squadra del braccio destro di Giorgia Meloni, il deputato Mauro Rotelli che in due-tre anni ha messo a segno una serie di risultati non da poco. Ha conquistato Civita Castellana, accerchiato Arena e gli altri su Viterbo e giocato un ruolo determinante a Vetralla e tanti altri comuni della Tuscia alle ultime elezioni. Ha chiuso la Lega di Fusco in un angolo e sta ampliando l’area di influenza a livello territoriale portandola a ridosso di quella, sparsa tra Cimini, Maremma e capoluogo, del consigliere regionale Enrico Panunzi, punto di riferimento per il centrosinistra, aprendo così uno scenario da “guerra fredda” in vista delle altre tre elezioni dopo quelle provinciali. Regionali, nazionali e comunali a Viterbo. Dove lo scontro, si dice, arriverà a compimento con candidature di loro diretta espressione.
Se a prevalere fosse la candidatura di Profili, a prevalere sarebbe anche una parte della Tuscia sulle altre. Quella a nord e di confine, che nel corso degli anni ha di fatto dato vita a un vero e proprio distretto, economico e culturale. Una zona della provincia che è riuscita ad agganciarsi ai corridoi del turismo che attraversano il territorio, portando altrove, quindi di passaggio, ma stabile almeno per un week end, oppure incanalando su di essa i flussi in arrivo da Umbria e Toscana ovvero da Roma. Prima viene quest’area, con al centro Bagnoregio, poi, semmai ne abbiano voglia, turisti e affari buttano lo sguardo pure su Viterbo.
Bagnoregio – Luca Profili
C’è poi Giulivi. Il sindaco di Tarquinia quest’estate s’era sospeso dalla Lega. Di fatto, in polemica con la gestione del partito da parte del senatore Umberto Fusco. Con tanto di tentativo, da parte dello stesso Matteo Salvini, di recuperarlo appieno. In un momento in cui anche Enrico Contardo usciva a Viterbo. Giulivi sarebbe tuttavia restato in area, così come l’ultima carta della Lega. Quella che potrebbe convincere anche Fratelli d’Italia. Anche se, secondo alcuni, obtorto collo, cioè con una certa riluttanza e per ragion di stato. Per dare prova, almeno in questo, d’essere un po’ meno giacobini del previsto e più attenti ad equilibri che comunque vanno gestiti per i prossimi due anni. In mezzo alla tempesta della pandemia.
Tarquinia – Alessandro Giulivi
La Lega, però, che spinge per Giulivi pare sia quella di Roma. Perché ormai Fusco nella Tuscia non avrebbe più nessuno, se non il sindaco di Vejano e qualche avamposto a Viterbo. Ma la batosta di Vitorchiano si dice lo abbia messo politicamente al tappeto. Con tanto di beffa da parte degli altri, i vincitori, con Grassotti in testa, che prima gli hanno soffiato la visita di Sgarbi e del ministro, costringendoli pure a “precisare” con tanto di comunicato stampa e, per quanto riguarda la lista di Fusco, a fare tutto il resto sotto tono. Infine, a risultato elettorale compiuto, li hanno pure ridicolizzati con striscioni e vignette circolate on line per settimane. Un Ko tutt’altro che tattico.
Daniele Camilli
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