Montalto di Castro – Nonnismo in aeronautica, a processo un sergente originario di Montalto di Castro. Domani, 5 novembre, comparirà con altri sette colleghi del 70esimo stormo dell’aeronautica di Latina davanti al giudice del tribunale di Latina. Gli otto sono “accusati – scrive il quotidiano La Repubblica – di violenze nei confronti dell’allieva pilota Giulia Schiff che, dopo aver denunciato di aver subito abusi, è stata espulsa dall’aeronautica militare con un provvedimento confermato il mese scorso dal consiglio di stato”.
Giulia Schiff
“Sotto accusa – prosegue Repubblica -, con l’ipotesi di violenza privata, Andrea Angelelli di Copertino, Leonardo Facchetti di Manerbio, Joseph Garzisi di Patrica, Luca Mignanti di Montalto di Castro, Matteo Pagliari di San Severino Marche, Ida Picone di Vicenza, Andrea Farulli di Gessate e Gabriele Onori di Tivoli”.
I fatti sarebbero avvenuti il 7 aprile 2018 durante il battesimo del volo dell’allieva pilota di Mira, in provincia di Venezia. “Giulia Schiff – scrive Repubblica – ha diffuso anche un video in cui si vede che a Latina veniva colpita con circa cento frustate, spinta contro l’ala di un aereo e poi buttata in una piscina. Ma per l’avvocato Michela Scafetta, che difende cinque imputati, non si tratta di violenze”.
“I miei assistiti – ha dichiarato la legale all’Adnkronos – escludono che la loro ex compagna di corso sia stata vittima di atti di nonnismo. Ci sarà modo di chiarire la loro posizione nelle sedi opportune, per il momento posso dire che i miei assistiti non hanno mai subito atti di nonnismo ed escludono che questo possa essere accaduto nel caso della loro ex compagna di corso”.
Per quanto riguarda gli imputati, Scafetta ha fatto sapere che “sono molto provati. Questi ragazzi – ha evidenziato l’avvocato – sono stati costretti a grandi rinunce sul piano professionale ma soprattutto personale. Per questo mi auguro che venga fatta chiarezza anche in sede penale perché non ritengo sia giusto che continuino a sopportare tutto questo”.
La difesa degli imputati è pronta a dare battaglia e sul battesimo del volo dice: “Si tratta di un rito di passaggio che il Giovane pilota non vede l’ora di vivere, perché per lui segna il passaggio da pinguino ad aquila. Ogni gesto ha un proprio significato e tutto si svolge nello spirito di corpo che unisce i giovani piloti. Nel caso in questione il battesimo del volo ha riguardato giovani uomini e donne e si è svolto per tutti con le medesime modalità. Se Giulia Schiff non avesse voluto sottoporsi al rito avrebbe potuto dirlo ai suoi superiori. Nessuno l’avrebbe costretta a farlo se non avesse voluto. Del resto lei è stata una delle ultime a sottoporsi al battesimo del volo, insieme ad altre sue colleghe e compagne di corso che hanno vissuto lo stesso rito ma non condividono affatto il punto di vista di Giulia Schiff”.
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