Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Egregio direttore, ho letto con attenzione la lettera del professor Mattioli, al quale non mi lega solo la passione per i colori gialloblù, ma anche una profonda stima per l’uomo e per il professionista, e non posso che condividere ogni sua parola.
Giulio Marini
Come ognuno avrà potuto apprezzare, infatti, nel mio comunicato di ieri, non facevo riferimento a tutti i virologi, ma soltanto a coloro che dipingono un quadro più drammatico di quello reale (i menagrami, appunto) e ai ‘professori’, non a caso tra virgolette, ossia coloro che virologi non sono, ma parlano come se lo fossero, anch’essi generando allarmi spesso ingiustificati.
Come ha giustamente sottolineato il professor Mattioli è grazie ai virologi e ai professori, quelli veri, se il virus non ha preso il sopravvento e se ci apprestiamo ad affrontare la quarta ondata con oltre l’80 per cento della popolazione vaccinata.
Ritengo, però, che sia un fatto oggettivo la sovraesposizione di molti medici, in troppi casi in disaccordo tra loro. E questo, certo, non aiuta il cittadino a comprendere il reale andamento della pandemia e a valutare quale sia il giusto comportamento da tenere.
In buona sostanza, il messaggio che volevo dare è questo: il cittadino non ha bisogno di medici televisivi, ma di indicazioni chiare dalla scienza, quella con la ‘S’ maiuscola. È questo l’unico modo, per evitare messaggi contraddittori, che creano confusione e incomprensioni. E, ne sono certo, su questo anche il professor Mattioli sarà d’accordo.
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