Viterbo – (sil.co.) – Massaggiatrici a luci rosse al salone cinese di viale Trieste, scatta la prescrizione. Massaggi più extra sarebbero costati ai numerosi clienti che affollavano il centro 60 euro. Venti euro erano il costo di “sfregamenti e frizioni” fuori menù.
Centro massaggi a luci rosse, prescritto il processo a un cinese denunciato per sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione nella primavera di otto anni fa.
Erano circa le undici di sera del 12 aprile 2013 quando gli agenti della squadra mobile fecero irruzione nel centro massaggi di viale Trieste, sospettando – a causa del continuo via vai di uomini – che al suo interno venissero praticati ben altri sfregamenti e frizioni che dei semplici massaggi rilassanti orientali.
Il blitz della polizia finì con il sequestro del centro massaggi, l’identificazione dei clienti colti sul fatto e la denuncia del titolare cinese per violazione della legge Merlin e anche di due donne connazionali per favoreggiamento personale.
Il centro sequestrato a viale Trieste
All’udienza di ieri del processo davanti al collegio presieduto dal giudice Eugenio Turco è stata però la stessa pm Paola Conti a chiedere il non luogo a procedere per estinzione del reato, dopo avere riqualificato il reato, eliminando l’aggravante dello sfruttamento e favoreggiamento di più vittime.
– Sesso e massaggi cinesi, smascherato centro hard
Durante il processo sarebbe infatti emerso che una delle due cinesi identificate dalla mobile avrebbe praticato solo ed esclusivamente massaggi, al prezzo di 40 euro l’uno, senza esercitare la prostituzione.
L’altra cinese invece, a quanto si è capito, avrebbe effettivamente chiesto ai clienti ulteriori 20 euro per ogni prestazione “bollente” extra, facendo salire a 60 euro il costo della prestazione, in cambio del servizio completo.
Il centro sequestrato a viale Trieste
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