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Viterbo - Sabato sera al teatro Caffeina un dittico inedito dell'autore

Pier Paolo Sepe porta in scena Paolo Fallai a Quartieri dell’arte

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Teatro Caffeina

Teatro Caffeina

Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – La 25esima edizione di Quartieri dell’arte continua il suo focus sulla drammaturgia contemporanea e la molteplicità delle sue voci, tra provocazione sulla storia e ruolo della memoria nella società futura.

Sabato 6 novembre alle 21 al teatro Caffeina Pier Paolo Sepe porta in scena a Viterbo un dittico inedito di Paolo Falla: Provvisorio per educazione e a seguire L’angoscia è il meno.

Coproduzione del festival con teatro di Sacco. Con Roberto Biselli, Luigi Cosimelli e Cecilia Di Giuli.

Provvisorio per educazione. Questo testo è liberamente ispirato all’opera di Anton Čechov, sperando che ci perdoni, ed è contemporaneamente un omaggio ad Achille Campanile. 

L’azione si svolge su un ponte, in particolare nei pressi della spalletta. La volontà di togliersi la vita del protagonista è seriamente insidiata da una serie di fastidiose interruzioni, come accade spesso il momento è grave ma non riesce ad essere serio. La vita non tollera presunzioni, neanche quando si pensa che stia per finire. Tutto il resto è una recita. Contro ogni evidenza per l’ideazione e la realizzazione di questo spettacolo non è stato ferito o ucciso alcun animale. Non possiamo dare analoghe garanzie per gli umani. 

L’angoscia è il meno. La pièce nasce da un racconto di Anton Cechov intitolato L’angoscia: l’opera letteraria è la rappresentazione dell’indifferenza. 

In una San Pietroburgo innevata, piena di gente frettolosa e indaffarata, il vetturino Jona Potàpov è tutto bianco, come un fantasma. Cerca inutilmente di parlare con qualcuno dei suoi clienti per condividere il grande dolore che gli spezza il cuore. 

Lo spettacolo mostra il tentativo di una regista di mettere in scena la riduzione teatrale del racconto. Un allestimento che vuole sfruttare i contenuti, le emozioni e il nome di Cechov, e che si scontra con il sospettoso cinismo dell’attore scelto per il ruolo del protagonista e la frenesia inconcludente dell’attor giovane, chiamato a dare voce ai clienti del vetturino. Mentre dovrebbero essere impegnati a rappresentare un’indifferenza ottocentesca, i personaggi si ritrovano in un serrato confronto grottesco tra di loro e con l’insensibilità che stanno vivendo. 

Quartieri dell’arte


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4 novembre, 2021

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