Viterbo – (sil.co.) – Lui, lei e l’altra. Finisce in tribunale il più classico dei triangoli. Al centro un video hard in cambio di denaro. Sul banco degli imputati l’amante. “O mi dai 5mila euro oppure mando a tua moglie un filmato in cui facciamo sesso”, avrebbe minacciato “l’altra”, ricattando il marito fedifrago, che l’ha denunciata per tentata estorsione.
Viterbo – Un’aula del tribunale
La donna, secondo l’accusa, tre anni fa avrebbe ricattato il marito infedele, con cui aveva allacciato una relazione clandestina, minacciando di inviare alla moglie tradita un video in cui facevano sesso se non le avesse dato 5mila euro.
Ma della tentata estorsione per cui l’ex amante è finita a processo per tentata estorsione davanti al giudice Elisabetta Massini non è stata trovata traccia.
“L’unico scambio di soldi tra la coppia di cui sia stata trovata traccia – ha detto il difensore Roberto Merlani durante la discussione, documenti alla mano – sono i 26mila euro che la mia assistita ha versato sul conto della parte offesa e che non ha mai riavuto indietro. E’ stata lei a dare a lui un’ingentissima somma di denaro e non c’è traccia che sia mai accaduto il viceversa”.
La stessa accusa, a fronte della mancanza di prove, ha chiesto l’assoluzione perché il fatto non sussiste: “Sia la parte offesa che la consorte sono stati molti confusionari”.
“La stessa sedicente vittima – ha fatto notare la difesa – durante la sua deposizione ha escluso che la signora gli abbia chiesto dei soldi prima di inviare il video alla moglie, mentre la consorte ha detto di non sapere che la mia assistita avesse chiesto dei soldi al marito”.
Nessuna prova del ricatto, l’ex amante è stata assolta dal giudice Massini perché il fatto non sussiste.
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