Viterbo – “Quando dormite, vi taglio la gola a tutti e tre, vi faccio a pezzettini e vi mangio”, avrebbe minacciato moglie e due figli, un maschio di 13 anni e una femmina di 17 anni, che all’ennesima aggressione nei confronti della madre ha chiamato lei stessa i carabinieri.
Nell’autunno del 2019 il padre è stato sottoposto alla doppia misura cautelare dell’allontanamento e del divieto di avvicinamento. Martedì, il 16 novembre, a due anni di distanza, al termine del giudizio immediato, è stato assolto “perché il fatto non sussiste” dal collegio dall’accusa di maltrattamenti in famiglia aggravati dalla presenza dei due figli minori.
Imputato un 55enne d’origine cingalese difeso dall’avvocato Giuliano Migliorati.
Violenza – Immagine di repertorio
Vedute diverse sull’educazione dei figli. Sarebbe stata la causa principale della rottura tra l’imputato e la moglie, una connazionale di 43 anni, che il 28 settembre 2019 lo ha denunciato dopo l’ennesimo scatto d’ira nei suoi confronti davanti ai figli.
La difesa ha sottolineato le difficoltà del padre a rapportarsi con la figlia ormai adolescente e inserita in una cultura diversa, che le fa considerare normale uscire la sera, cosa inconcepibile per il genitore e invece assecondata dalla madre di vedute più aperte del marito. “Non ci sono stati episodi eclatanti, non ci sono stati gravi episodi di violenza – ha sottolineato l’avvocato Migliorati durante la discussione – la situazione, come ci ha detto la moglie, è poi rientrata”.
“Una questione di cultura”, aveva detto la moglie interrogata dal pm Michele Adragna alla prima udienza del processo, lo scorso 4 maggio. Ma ha anche difeso l’ex marito: “Lui non voleva divorziare, adesso però ha capito. Quando non beve è un brav’uomo e vuole tanto bene ai figli, non gli fa mancare nulla, dice che dobbiamo dare loro un futuro ed è contento che proseguano gli studi”.
– “Vi faccio a pezzettini e vi mangio”… e la figlia chiama i carabinieri
La moglie: “Pagavo io le lezioni di violino a nostra figlia”
“Io credo – ha spiegato la donna – che per crescere bisogna uscire e conoscere il mondo, lui voleva che nostra figlia stesse chiusa in casa. Per questo nel 2011 mi sono messa a lavorare, per pagare le lezioni di violino a mia figlia e la notte l’accompagnavo in discoteca aspettandola fuori in macchina fino all’alba. Lui invece faceva scenate. Una volta, quando è rientrato nel cuore della notte, ubriaco come sempre, se l’è presa con lei perché aveva la luce accesa in camera… e io a dirgli di lasciarla stare, perché stava studiando per una verifica a scuola”.
“Ho preso una cagnolina per educarli ai sentimenti”
Poi il cane. “Ho preso ai miei figli, che desideravano avere un animale, una cagnolina. Erano urla continue, perché faceva pipì e perché secondo lui non doveva dormire dentro casa. Lui diceva ‘cani e uomini non possono stare insieme’. Secondo me, invece, un cane è utile a insegnare ai figli a diventare, prima che medici o avvocati, degli esseri umani, educandoli nei sentimenti“, ha proseguito, spiegando le divergenze diventate nel tempo sempre più profonde.
“Diceva che ero una mamma troppo permissiva”
“Io e mio figlio tacevamo, fingendo di non sentirlo. La ragazza invece gettava benzina sul fioco e lui se la prendeva con me, diceva che era colpa mia, che ero una mamma troppo permissiva”, ha concluso, dicendo che “senza di lui, ora finalmente io, i miei figli e il cane viviamo sereni”.
Silvana Cortignani
L’avvocato Giuliano Migliorati
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