Viterbo – (sil.co.) – Esplosione durante la partita Viterbese-Ternana del 6 febbraio 2019, a processo due tifosi accusati di avere lanciato un petardo contro le forze dell’ordine che presidiavano le vie adiacenti allo stadio. Il processo si è concluso ieri dopo quasi tre anni. Il boato fu talmente fragoroso da essere chiaramente avvertito in tutta la zona.
Erano circa le 18,30 e al Rocchi era in corso il match tra le due squadre di Viterbo e Terni, recupero della partita rimandata il precedente 27 gennaio a causa della neve. La Viterbese, che stava perdendo uno a zero, pareggerà a sette minuti dalla fine per vincere poi ai supplementari.
Nel frattempo via del Pilastro, viale Bruno Buozzi e via del Signorino erano chiuse al traffico e l’incrocio tra San Faustino e il quartiere Pilastro era tenuto sotto controllo da polizia, carabinieri e guardia di finanza. A un certo punto si è sentito un botto molto forte, forse un petardo, lanciato dalle parti della Torre del Signorino, in fase di ristrutturazione.
Sull’episodio hanno indagato gli uomini della Digos, giunti all’individuazione di due tifosi, denunciati a piede libero. Ieri, dopo quasi tre anni, sono stati assolti.
Viterbo – La polizia in via del Signorino
Lo scoppio fu sentito fino a piazzale Gramsci, con la polizia che ha immediatamente effettuato controlli in tutta la zona di San Faustino, concentrandosi in particolar modo su piazza Sallupara.
I due imputati quella sera sono passati per l’appunto dall’Old Manners Pub.
“Quando sono entrati stavamo facendo le pulizie in vista dell’apertura per la cena”, ha detto ieri un addetto che si trovava in quel momento nel locale. “Hanno fatto una bevuta e chiesto del bagno, che però non era agibile, quindi sono usciti. Si saranno fermati 5-1o minuti al massimo”, ha proseguito il testimone, spiegando che non avevano alcun oggetto in mano, di non ricordare se fossero ancora lì quando c’è stata l’esplosione, di non sapere dove avessero parcheggiato e di avere ricevuto la visita della polizia, entrata a chiedere informazioni.
Al setaccio le due telecamere del locale in quanto, secondo alcune voci, qualcuno avrebbe visto passare una macchina grigia da cui sarebbero scese alcune persone che attorno alle 18,30 avrebbero poi lanciato il petardo in direzione delle forze dell’ordine. Ma le riprese non si sono rivelate dirimenti ai fini dell’accusa.
Nel corso dei controlli, è stata sequestrata una “torcia”, sulla quale il pm non ha però chiesto alcuna consulenza tecnica, rimasta fuori dal fascicolo del processo.
“Un segnale luminoso per manifestazioni folcloristiche, non esplodente”, ha comunque sottolineato i difensori Domenico Gorziglia e Gianni Ceccarelli. Lo stesso pubblico ministero, chiedendo l’assoluzione, ha ammesso che nei confronti dei due giovani non sono emerse prove precise e concordanti.
Il giudice Elisabetta Massini, dopo una breve camera di consiglio, ha assolto entrambi gli imputati.
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