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Viterbo - Con meno di 500 studenti nel 2022 scatta l'accorpamento - Il consiglio provinciale chiede una deroga alla regione o di spostare il liceo di Tuscania - Scontro con FdI e Lega

Istituto Paolo Savi a rischio chiusura

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo – Il Paolo Savi rischia di chiudere i battenti. L’osservatorio scolastico chiede di salvarlo e ieri se ne è discusso in consiglio provinciale, dove è arrivata la riorganizzazione annuale della rete d’istituti nella Tuscia.

Poche variazioni e un’emergenza. Evitare che una realtà storica come quella dell’istituto tecnico economico Savi, quest’anno festeggia 150 anni, possa smettere d’esistere, venendo accorpato con un altro istituto e quindi perdendo dirigenza, segreteria e pure autonomia finanziaria. Tutto perché nel 2022 avrà un numero d’iscritti inferiore al minimo richiesto, di 500.

L’osservatorio provinciale – spiega il consigliere Eugenio Stelliferi che ha la delega a rete scolastica e formazione – tutti i componenti, dai sindacati al provveditorato, i dirigenti e tutti quelli che ne fanno parte, hanno manifestato la preoccupazione che una scuola così importante possa essere dimensionata e chiudere i battenti. Di conseguenza hanno chiesto d’intervenire”.


Viterbo - L'Istituto superiore Paolo Savi

Viterbo – L’Istituto superiore Paolo Savi


C’era una flebile speranza, legata al fatto che la regione, per la pandemia ha rimandato il dimensionamento. “Ma il dirigente dell’ufficio regionale – ricorda Stelliferi – ha spiegato che sotto i 500 alunni l’accorpamento non si può evitare, sotto il numero di 500 alunni e questa è la sorte del Savi per il 2022. Perdendo la dirigenza e non solo, con una penalizzazione che porterebbe all’inevitabile chiusura”. Tre le ipotesi di salvataggio proposte dall’osservatorio. Prendere due indirizzi dall’Orioli e accorparli al Savi, altrimenti spostare a Viterbo i corsi serali come sede centrale, oppure il liceo di Tuscania, che oggi fa capo a Tarquinia, accorparlo al Savi.

“L’amministrazione provinciale – ribadisce Stelliferi – non si è alzata la mattina e ha deciso. Sono sollecitazioni esterne di cui ci assumiamo la responsabilità, ovviamente”. Il consigliere provinciale scarta l’ipotesi Orioli. Una eventuale ridistribuzione degli indirizzi va fatta in modo complessivo, semmai e così l’opzione corsi serali. Servirebbe solo a tamponare per un anno la situazione e poi il problema si ripresenterebbe.

“Accorpare il liceo di Tuscania pare più percorribile – osserva Stelliferi – con qualche disagio da sopportare. Non per gli studenti, che continuerebbero a frequentare la scuola a Tuscania. Sarebbe spostata solo la sede per competenza. Per i genitori ci sarebbe un leggero vantaggio. Quando occorre, dovrebbero venire a Viterbo e non a Tarquinia. Le uniche difficoltà sono per gli insegnanti che oggi si dividono tra Tarquinia e Tuscania e un domani per la formazione delle 18 ore per la cattedra dovrebbero dividersi tra Viterbo e Tarquinia”.

Salvare il Savi vede tutto il consiglio provinciale d’accordo. Sul come le differenze si vedono e il dibattito s’accende.

Il vicepresidente Alessandro Romoli chiede d’effettuare un ulteriore passaggio in regione, perché ufficialmente l’ufficio scolastico, in virtù della situazione legata alla pandemia possa concedere una deroga. Possibilità che Romoli reputa non troppo remota e in quel caso l’accorpamento di Tuscania salterebbe e tutto rimarrebbe com’è oggi.


Viterbo - Consiglio provinciale - Il presidente Pietro Nocchi

Viterbo – Consiglio provinciale – Il presidente Pietro Nocchi


Non concorda Gianluca Grancini (FdI). Per il consigliere d’opposizione non può essere sempre Tuscania a salvare le situazioni e può andare bene lo spostamento dei corsi serali. Questa è l’alternativa da proporre in regione. Ma il provveditore scolastico ha definito poco percorribile l’ipotesi corsi serali, sostengono sia Romoli sia Stelliferi, per difficoltà con i tecnici e il personale.

Per questo si predispone un emendamento alla delibera in cui si chiede ala regione una deroga per mantenere la situazione attuale. Paolo Savi autonomo e solo qualora non sia possibile, accorpamento con del liceo di Tuscania.

Non sono d’accordo e votano no Costa (Lega) e Grancini (FdI). Stessa sorte del piano di dimensionamento generale portato da palazzo Gentili. Col sì della maggioranza FI-Pd sono approvati. In attesa che la regione risponda, il futuro del Savi resta sospeso.

Giuseppe Ferlicca


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1 dicembre, 2021

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