Viterbo – “Il progetto di provincia casa dei comuni, oltre le pregiudiziali di carattere ideologico ha dimostrato d’essere valida”. Alessandro Romoli è appena stato eletto presidente a palazzo Gentili. Ha ottenuto il 65% dei consensi battendo il rivale Giulivi. Sostenuto da Forza Italia e Partito democratico, ritiene che alla fine non ci saranno ripercussioni in altre realtà dove il centrodestra governa unito.
Alessandro Romoli
Un commento a caldo sul risultato. Se l’aspettava in questi termini?
“È un risultato – spiega Romoli – importante in termini sia numerici, sia politici. La proposta di proseguire sul percorso della casa dei comuni non guardando a pregiudiziali di carattere ideologico, ha dimostrato anche nei numeri d’essere valida, apprezzata da molti amministratori. Da una parte avverto soddisfazione, dall’altra la responsabilità con cui siamo chiamati a guidare l’ente”
Cosa la attende, quali i primi impegni?
“Intanto da domani l’insediamento del consiglio provinciale, organo importante. Vogliamo subito metterlo in condizioni di lavorare. L’avere condiviso col presidente Nocchi un percorso negli ultimi due anni mi favorisce nel poter procedere direttamente con gli obiettivi che c’eravamo proposti”.
Tra le competenze in capo alla provincia ci sono le scuole. Gli accorpamenti sono al centro del dibattito, non ultimo quello possibile del Paolo Savi a Viterbo. Come lo affronterà?
“Abbiamo fatto già un buon lavoro nell’ultimo dimensionamento scolastico. Due punti sono centrali e li vorrei sottolineare. Intanto la scuola primaria e materna nei piccoli comuni. Negli anni abbiamo portato avanti battaglie per salvaguardarle, chiedendo agli organi sovraordinati di modificare quei numeri che in diverse realtà non si raggiungono. Chiudere la scuola in un piccolo comune significa decretarne la fine. La seconda, sono gli accorpamenti. Dovremo aprire un tavolo di concertazione, abbiamo la necessità di guardare a una situazione un po’ mutata sul territorio, da rivedere nel complesso, salvaguardando il personale docente e i nostri ragazzi”.
Lei ha vinto sostenuto da Forza Italia e anche dal Pd, teme ripercussioni su altre realtà dove il centrodestra governa unito?
“Ritengo di no. La provincia è un ente di secondo livello e la legittimazione è pervenuta, avendo superato come presidente quella che è la somma dei voti di Forza Italia e Partito democratico. Vuol dire che quest’amministrazione, la mia presidenza sono legittimate, da oltre il 65% degli amministratori”.
Come pensa di riuscire?
“Attraverso il dialogo, saremo disponibili ad ascoltare i singoli contributi. Questo, auspico che ci porterà a evitare situazioni che francamente non attengono al bene della provincia e dei cittadini. Mi auguro che ci ha responsabilità istituzionali faccia prevalere queste rispetto a reazioni a caldo che rischierebbero d’essere scomposte”.
Giuseppe Ferlicca
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