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Tribunale - Se la cava con 700 euro di ammenda l'imputata Doriana Goracci

Monsignor Francesco Miccichè vittima di diffamazione, condannata blogger viterbese

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Viterbo - Un'aula del tribunale

Il processo si è tenuto nell’aula 4 del tribunale di Viterbo


Viterbo – (sil.co.) – Monsignor Francesco Miccichè vittima di diffamazione, condannata blogger viterbese.

Il vescovo emerito di Trapani – rinviato a giudizio per peculato in quanto si sarebbe appropriato di soldi destinati alla diocesi – è stato al centro di un processo che si è concluso ieri nell’aula 4 del tribunale di Viterbo, in cui compariva come parte offesa. 

Il prelato è stato ascoltato a palazzo di giustizia lo scorso 24 maggio. Imputata nelle sue vesti di blogger Doriana Goracci, residente a Capranica all’epoca dei fatti, difesa dall’avvocato Francesco Maria Cardosi del foro di Roma. Ieri l’accusa ha chiesto che venisse condannata a duemila euro di ammenda. Il giudice Francesco rigato, dopo una breve camera di consiglio, l’ha condannata a 700 euro di ammenda con sospensione della pena.

Al centro della vicenda un articolo e i relativi commenti comparsi su un blog in cui si parla, in termini ritenuti diffamatori, delle vicende giudiziarie del religioso d’origine siciliana che attualmente vive a Roma.

Micciché, 78 anni, fu sollevato dall’incarico di vescovo della diocesi di Trapani da papa Benedetto XVI nel maggio 2012, ma non sospeso a divinis. E fu poi indagato nel 2015 dalla procura di Trapani per un presunto ammanco di fondi dell’8 per mille della Conferenza episcopale italiana destinati alla sua diocesi. L’inchiesta è poi sfociata in un processo per peculato, tuttora in corso, con l’accusa, per l’ex vescovo, di essersi impossessato di circa 300mila euro. 


– Monsignor Francesco Miccichè parte offesa in un processo per diffamazione…


Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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3 dicembre, 2021

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