Viterbo – “Una persona cordiale, discreta, un uomo lontano da tutto e da tutti”. A San Martino al Cimino, comune di Viterbo, Claudio Cesaris, 68 anni, sembrano conoscerlo tutti solo di vista. Un identikit dettagliato. Tutto tranne il nome. Claudio Cesaris infatti a San Martino pare non ci stesse granché, anche se c’abitava. Una casa in affitto lungo via Luigi Cadorna, strada parallela all’abbazia cistercense che porta a valle verso la porta attraverso una serie di piccole abitazioni seicentesche che declinano in direzione Viterbo.
Claudio Cesaris è l’uomo fermato con l’accusa di omicidio volontario nell’ambito dell’indagine sul delitto di Dario Angeletti, biologo e docente Unitus 50enne. Il movente ipotizzato dai carabinieri sarebbe passionale.
Viterbo – San Martino – Via Luigi Cadorna
Un fulmine a ciel sereno. Il terzo morto ammazzato nella Tuscia in poco più di due mesi. Anna Cupelloni a Castel Sant’Elia, Matias Tomkow di dieci anni a Cura di Vetralla e un paio di giorni fa Angeletti, colpito, pare da un colpo di pistola alla testa, e ucciso in un parcheggio delle Saline, vicino Tarquinia lido. In pieno inverno, quando da quelle parti non c’è nessuno, tranne le telecamere del comune che dovrebbero aver immortalato una macchina che se ne andava da quella zona. In un periodo dell’anno in cui non c’è anima viva. Tre morti in due mesi e mezzo e 4 distinti centri urbani coinvolti nelle indagini.
Claudio Cesaris
Cesaris è originario dell’hinterland milanese. “Ha un accento nordico – si sentiva infatti dire a San Martino -, però se ti devo dire il nome, proprio non lo so. So che era in pensione”. Di fronte all’abitazione in via Cadorna che aveva preso in affitto, al primo piano in cima a una scalinata, un negozio di alimentari, uno degli ingressi a palazzo Doria Pamphilj, una fontana barocca e un piccolo cantiere edile gestito da alcuni operai che vengono da Afragola in Campania, incuriositi dal via vai dei giornalisti. Queste una volta erano case contadine, adesso vengono spesso affittate anche per determinati periodi a professionisti e lavoratori che arrivano da fuori per il vicino ospedale Belcolle. San Martino è il posto ideale dove stare. Un piccolo borgo antico dove non manca niente. In mezzo al bosco, a pochi passi dalla riserva naturale del lago Di Vico e dall’ospedale Belcolle e a meno di dieci minuti di macchina da Viterbo. Qui gli affitti delle case vanno dai 350 ai 600 euro al mese, lontani dai costi delle grandi città.
Viterbo – San Martino – Sotto sequestro la casa a San Martino di Claudio Cesaris
Claudio Cesaris a San Martino di fatto non lo conosceva nessuno. In qualche modo tutti lo avevano visto e dopo che la notizia della morte di Angeletti ha preso il sopravvento hanno fatto due più due. “L’altra sera – racconta una persona che abita in via Cadorna -, martedì, a un certo punto sono arrivati i carabinieri. Tanti. E sono entrati in quella casa lì”. La casa dove hanno trovato Claudio Cesaris.
Omicidio delle Saline – Tarquinia – Sotto sequestro la casa a San Martino di Claudio Cesaris
L’appartamento a San Martino al Cimino è stato posto sotto sequestro dai carabinieri del comando provinciale di Viterbo che indagano sull’omicidio. Martedì sera, poche ore dopo il ritrovamento del cadavere di Angeletti, i militari dell’Arma hanno bussato alla porta dell’abitazione di Cesaris per la perquisizione, durante la quale il 68enne ha accusato un malore e per questo è stato trasportato all’ospedale Belcolle. Ricoverato e piantonato, all’alba di ieri è stato fermato con l’accusa di omicidio volontario.
Tarquinia – Il parcheggio alle Saline
Tutti ieri mattina erano colpiti dalla notizia, che a naso avevano in qualche modo intuito per il giro di carabinieri dell’altra sera ricollegato subito alla notizia di una possibile perquisizione a San Martino. Raccontare le cose in presa diretta, cioè con nome e cognome, ieri mattina nessuno ancora se la sentiva.
Dario Angeletti
“E’ una via questa – racconta una signora del posto affacciatasi alla porta di casa con il marito – dove non ci si conosce più. Qui chi affitta casa, viene per dormire e andare a lavorare”. Il Covid, poi, ha fatto il resto, amplificando le distanze. “Non faccio vita sociale – racconta infatti un lavoratore del Belcolle venuto ad abitare in via Cadorna -, almeno non da queste parti. Lavoro in ospedale, e già di suo è duro. Quando stacco, vengo a casa e dormo, per poi ricominciare la mattina successiva”.
Tarquinia – Il parcheggio delle Saline al momento del ritrovamento del cadavere
Claudio Cesaris era in pensione ma per anni ha lavorato come funzionario tecnico all’università di Pavia. Più precisamente nel laboratorio di eco-etologia dei vertebrati del dipartimento di scienze della terra e dell’ambiente. All’inizio dell’estate del 2007 ha tenuto un convegno internazionale alla Rocca dei Papi di Montefiascone sulla “Fauna problematica, conservazione e gestione”. Il 68enne conosceva Angeletti. Una conoscenza, secondo gli investigatori, maturata nella sfera personale.
Tarquinia – Una delle videocamere alle Saline
“Un signore distinto – riposta un’altra testimonianza -, sempre educato. Non l’ho mai visto entrare in un bar o frequentare ristoranti e altri posti del paese dove si vedono le persone. Andava a fare la spesa all’alimentari davanti casa. Lo vedevi con le buste della spesa, nient’altro”.
Dario Angeletti, professore universitario dell’Unitus, è stato ucciso nel parcheggio delle Saline, poco lontano dal centro ittiogenico sperimentale marino in cui lavorava. È stato trovato da un passante nella sua Volvo grigia con la testa sul volante e la cintura di sicurezza ancora allacciata. Aveva una ferita alla testa, sull’orecchio sinistro. Nelle ore del delitto anche l’auto di Cesaris sarebbe stata in quel parcheggio, immortalata dalle telecamere di sorveglianza.
Daniele Camilli
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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