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Lettere al direttore - Viterbo - Scrive il sociologo Francesco Mattioli - Risponde Carlo Galeotti

“Sono un pan-demente…”

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Viterbo - Manifestazione No Vax e No Green pass a valle Faul

Viterbo – Manifestazione No Vax e No Green pass a valle Faul

Viterbo – Caro direttore,

sono un “pan-demente”.

Ho abboccato ai disegni occulti della corrotta alleanza tra finanza, industria e scienza e ho ritenuto che la pandemia da Covid19 sia una tragedia da combattere a suon di stati di emergenza, di strumenti di protezione fisica, di vaccini. E credo addirittura che tutto ciò sia espressione di vera democrazia, di tutela di una concreta, reale libertà.  

Ma ovviamente mi sono fatto abbindolare dalla logica dei mass media, manipolati dai complotti delle  cosche internazionali. Avrei dovuto piuttosto pensare che i ricoverati e i sanitari confinati nelle terapie intensive siano tutti figuranti; che le bare di Bergamo siano una finzione progettata a Cinecittà; e che i dati statistici siano elaborati quotidianamente a tavolino per spaventare la gente.

Ma sono un pan-demente e quindi ho abboccato.

A che, quarant’anni di studi sociologici sulla società e sulla scienza maturati nella ricerca scientifica universitaria? A che la frequentazione del pensiero e/o della compagnia intellettuale di Popper, Ferrarotti, Merton, Kuhn, Tentori, Statera, Gallino, Somenzi, Lombardi, Colletti, Cronkite, Giddens, Bauman e via elencando, se poi ho abboccato come un pesce demente, come un luccio qualsiasi all’amo degli occulti padroni del mondo?  

Eppure, non so perché, non riesco a condividere il pensiero dell’illustre filosofo Agamben, frequentatore illuminato di quel circolo di pensatori francesi, tipo Foucault e Baudrillard,  custodi del Verbo libertario che interpretano la liberté come licenza individuale, dimenticano l’egalité tra diritti e doveri in un consorzio civile e sono così tronfi del loro fulgido pensiero critico da praticare una fraternité poco attenta alla solidarietà comune e alla coscienza civica.

Non riesco a condividere le preoccupazioni dell’ex psichiatra Meluzzi, passato ormai al folclore autoreferenziale del pensiero pseudoreligioso proclamandosi patriarca  e “sua beatitudine” e quindi infallibile nelle sue intuizioni no-vax.

Stento a comprendere le verità esperienziali della vicequestora Schilirò, tutrice sui generis della legge, che si vanta di aver contratto il Covid e di esserne uscita più forte e più libera.

Non riesco a sentirmi vicino alle intuitive preoccupazioni e alle acute rivendicazioni politico-culturali di gente di spettacolo come Montesano.

Pensi, caro direttore: io credevo che quando si monta sopra un banco per vedere “oltre”, come nel film “L’attimo fuggente”, lo si facesse per vedere più chiaro, con l’aiuto  della democrazia, che è capacità di rispettare gli interessi collettivi, e della scienza, che è sapere basato sulla ricerca e sull’esperienza.  E invece, salire su quel banco significa apprendere che la terra è piatta, che le scie degli aerei sono pericolose, che 5G e vaccini ci inoculano il seme della schiavitù, che il covid-19 non esiste o è un fastidioso raffreddore… ma i pan-dementi come me queste cose non le capiscono.   

Pensi, caro Direttore: io temevo che i social, che il web potessero essere strumenti pericolosi nelle mani sbagliate di melliflui influencer; lo scrive persino Edgar Morin!  E invece è proprio da lì che, cercando saggiamente, proviene il disvelamento illuminante della verità vera; è da lì che ci si può abbeverare al verbo del più lucido complottismo; è da lì che si possono trarre le ispirazioni per vederci chiaro e diventare pan-sapienti! 

Mi scusi lo sfogo, eh… ma volevo solo piangermi addosso perché non ho la dote chiaroveggente e la cultura dei no-vax, dei no-greenpass, di questi benefattori dell’umanità che tentano di aprirci gli occhi e di farci capire che tutti questi discorsi sulle vittime, sul bisogno di vaccinarsi, sull’emergenza-Covid è solo cinema.

E così, resto un povero, illuso e ignorante pan-demente che ancora crede al 99% degli scienziati, all’Oms, all’Ema, all’Aifa, e considera pericolosi ciarlatani proprio quei pochi, privilegiati e illuminati profeti che invece possiedono la verità vera sul covid-19 fino a negarne non solo la pericolosità, ma  persino l’esistenza….

Francesco Mattioli
sociologo


Caro professore,

direi che tutto ciò che esprimi in questa lettera si può sottoscrivere. 

Purtroppo viviamo in una nazione più propensa alla magia che alla razionalità. Perfino chi crede nella scienza lo fa con intento magico. Per cui si pensa che la scienza abbia in mano la verità e non proceda per tentativi ed errori. Galileianamente: provando e riprovando. Se fossimo stati consapevoli di questo non ci saremmo stupiti che all’inizio di questa era pandemica non ci fossero grandi certezze. Neppure nella comunità scientifica. Ma va detto che la comunità scientifica è quanto di meglio si possa avere in fatto di conoscenza. E dovendo scommettere, ricordando Pascal, non potremmo non scommettere sui competenti e sulla conoscenza scientifica. Che è ovviamente fallibile. Ma in questa nazione una parte della popolazione, non maggioritaria fortunatamente, punta sulla conoscenza magica e pretende che la scienza dia, non risposte, ma sentenze degne del vecchio testamento. Non è così. E allora, caro professore, le ripropongo una riflessione che avevo elaborato per un libretto che sto preparando in onore di mia nipote Noah. Si tratta di un frammento di una sorta di diario dell’anima. Insomma una cosa molto intima che mi piace svelarti: 

Pandemia Covid. Quale è stato il mio atteggiamento? Il mio atteggiamento razionale, intendo?

Sul piano economico e aziendale. Tagliare, a marzo dell’anno scorso, tutto meno gli stipendi dei collaboratori, e subito dopo, un momento di smarrimento, rilanciare: espandere la parte nazionale del giornale che dirigo, fondare una piccola casa editrice, lanciare un festival culturale. Strategia che ha avuto successo.

Sul piano della salute personale. Mi sono affidato all’apparato scientifico – tecnico – industriale  – politico esistente. Che ha risposto con la creazione di più vaccini. Una sorta di miracolo scientifico. Mi pare un atteggiamento razionale. Poi gli errori ci sono… Ma se uno si deve far operare al cuore va dal chirurgo. Se si deve far fare un tavolino dal falegname.

Nessuna presunzione di tentare di capirne più degli specialisti. Consapevole che possono sbagliare e che talvolta sbagliano. Ma in generale adottano un metodo che per ora non ha di meglio. Il metodo scientifico.

Ragionando con mio figlio Lorenzo, un matematico e ricercatore, che insegna all’università di Amsterdam, su questa questione, lui mi ha detto: “Nel mio campo, la matematica, non appena sposto l’attenzione in un settore di ricerca diverso devo fare uno sforzo per capire. Come fanno questi no vax in qualche mese e su internet a capire di materie complesse e molto vaste? Ma poi non si sapeva che la scienza non è un blocco unico…”.

Aggiungo che vergogna questi idioti di turno che in tv si contrappongono a specialisti e ricercatori (attualmente ricercatori, si intende, e non bolliti lessi) che da anni conducono l’indagine scientifica.

Più si è idioti e più si pensa di capire in campi distantissimi dalle proprie competenze. Cacciari docet.

Fin qui la mia riflessione. Prima che si mostrasse in tutta la sua illogicità un fenomeno preoccupante e culturalmente indecente come quello dei docenti no vax. Sono molti. Troppi. La domanda che mi faccio è: in che mano sono i nostri ragazzi? In mano a predicatori inconsapevoli del pensiero magico? 

Ma voglio affrontare anche una questione più strettamente attinente al mio lavoro di direttore.

Un giornale non ha intenti pedagogici spicci, ha semmai come finalità un orizzonte pedagogico ampio: descrive quei pezzi di realtà che ritiene facciano notizia. Cioè informazioni, insieme di bit ordinati, che sono utili per il vivere quotidiano e non solo.

Qualche lettore ci ha “rimproverato” perché seguiamo le manifestazioni no vax. Va detto uno o due lettori. Su 100mila non è molto. Il che depone a favore della razionalità dei nostri lettori.

Con l’occasione che mi dai, caro professore, colgo l’opportunità di chiarire che non si può confondere l’oggetto dei nostri articoli con la posizione del giornale. E non si può neppure obbiettare sulla quantità, 5 o 6 articoli non sono paragonabili a alcune centinaia.

Insomma per esser chiari credo che chiunque può capire che se facciamo un articolo su una manifestazione di CasaPound non vuol dire che siamo neofascisti. Altrettanto se facciamo un articolo su una manifestazione no vax o no green pass. Nessuno meglio di un sociologo può capire che queste manifestazioni minoritarie e di gruppi che puntano sul pensiero magico siano comunque importanti per capire cosa sta accadendo. E possono essere segno in alcuni casi di una sofferenza sociale.

E poi la maggioranza ampia degli italiani, con tutti i dubbi del caso, ci mancherebbe siamo tutti figli di Cartesio, in realtà ha seguito quello che io definisco un comportamento razionale affidandosi all’apparato scientifico – tecnico – industriale  – politico esistente. 

E va detto che tra chi ha una visione magica del mondo ci sono fior di “intellettuali”. Ripeto Cacciari docet. Cacciari era scarso da giovane figurarsi ora. Non basta insegnare filosofia per essere un filosofo, non basta essere un filosofo per essere razionale. Hegel era un grande filosofo. E anche Croce. Due maestri dell’irrazionalità. Veri cattivi maestri. Non serve aggiungere altro.

Ma nella mia famiglia amiamo di più Galileo, Newton. Leibniz, Darwin, Kant, Popper, Lakatos. E lasciami dire Somenzi, Colletti, Bedeschi o Cellucci, che sono stati tra i miei maestri. Che ovviamente non hanno responsabilità sulle sciocchezze che dico e scrivo. 

Lo so la razionalità è un vizio, un vizio assurdo, ma mi piace coltivarlo. E non è detto che la razionalità ci faccia sopravvivere o ci renda felici. Ma preferisco tentare di capire e comportarmi di conseguenza che basarmi su ideologie con fondamenta magiche.

Carlo Galeotti


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20 dicembre, 2021

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