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Roma - Tra i vari punti, il testo prevede pene più severe e la possibilità per i magistrati di procedere d'ufficio nei casi di violenza domestica

Via libera del consiglio dei ministri al disegno di legge contro la violenza sulle donne

di Edoardo Venditti
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Roma – Il consiglio dei ministri ha dato il via libera al disegno di legge per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della violenza nei confronti delle donne e della violenza domestica. A lavorare al testo sono state soprattutto le ministre Elena Bonetti, Luciana Lamorgese, Marta Cartabia , Mara Carfagna, Mariastella Gelmini, Fabiana Dadone ed Erika Stefani.


Roma - Palazzo Chigi

Roma – Palazzo Chigi


Tra i vari punti, la bozza del disegno di legge prevede pene aumentate per i reati di percosse, lesioni, minacce, violazione di domicilio e danneggiamento “se il fatto è commesso nell’ambito di violenza domestica da soggetto già ammonito”.

Il testo poi vuole ampliare le possibilità di arresto per stalker, mariti, fidanzati e compagni violenti: non più solo in flagranza di reato, ma anche in caso di violazione degli obblighi di allontanamento dalla casa familiare o del divieto di avvicinamento. Inoltre per alcuni reati di violenza domestica contro le donne i magistrati possono procedere d’ufficio, dunque anche in caso in cui non venga fatta la denuncia.

La bozza del disegno di legge vuole poi introdurre la possibilità per il pubblico ministero di disporre, al di là della flagranza di reato, il “fermo della persona gravemente indiziata” di maltrattamenti familiari, lesioni personali e atti persecutori di un reato “consumato o tentato, commesso con minaccia o violenza” se “sussistono specifici elementi per ritenere grave e imminente il pericolo” e quando non è possibile attendere il provvedimento del giudice. 

Una delle principali novità del disegno di legge è anche l’estensione dell’uso del braccialetto elettronico. Qualora l’imputato per reati contro le donne neghi il proprio consenso al braccialetto elettronico, il giudice può applicare nei suoi confronti misure più gravi. Nel caso invece in cui il braccialetto elettronico venisse manomesso, l’imputato andrà in carcere.

C’è poi una stretta sull’ammissione condizionata della pena, che potrà essere concessa solo se il reo abbia compiuto un percorso di recupero. Inoltre il disegno di legge prevede che la vittima di violenza venga informata quando il suo aggressore sta per essere scarcerato. Spesso le donne non denunciano per mancanza di indipendenza economica, per questo mitivo nel testo è istato inserito anche un reddito di libertà da concedere alle vittime di violenze: si tratta di un contributo di 400 euro per dodici mesi. 

“Il disegno di legge introduce norme per la tutela delle donne vittime di violenza e dei loro figli – ha affermato la ministra per le pari opportunità e la famiglia Elena Bonetti durante la conferenza stampa che ha avuto luogo subito dopo il via libera del cdm al disegno di legge -. È un segno importante che nel suo complesso segna in modo evidente un impegno del governo in un’azione che non dia nessun alibi alla coscienza pubblica nel tollerare questo fenomeno aberrante. Le donne vittime di violenza devono sapere che non sono sole, che ci sono le istituzioni pronte ad accogliere la loro richiesta d’aiuto e ad attivare tutti gli strumenti necessari per tutelarle”.


Roma - La conferenza stampa delle ministre che hanno lavorato al testo del ddl sulla violenza contro le donne

Roma – La conferenza stampa delle ministre che hanno lavorato al testo del ddl sulla violenza contro le donne


“Non era mai successo in passato che tante ministre si sedessero insieme intorno a un tavolo per riparare le falle nel sistema italiano per quanto riguarda la protezione delle donne vittime di violenze”, ha commentato la ministra per il sud e la coesione territoriale Mara Carfagna.

La ministra per gli affari regionali e le autonomie Mariastella Gelmini ha ricordato che ancora oggi i casi di violenza subita denunciati dalle donne sono pochissimi, solo il 15 o il 16 per cento viene riportato alle autorità. “È importante non lasciare sole le donne vittime di violenza e operare con celerità per evitare che nelle maglie procedurali possano nel frattempo correre dei rischi – ha affermato -. È capitato purtroppo in tanti casi, ma che non deve ripetersi più”.

Edoardo Venditti


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3 dicembre, 2021

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