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Viterbo - Si è scagliato anche contro la polizia, ferendo due agenti - Processato per direttissima, ha chiesto scusa

Aggredisce il buttafuori che gli chiede il green pass al bar, arrestato

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Viterbo – (sil.co.) – Aggredisce a pugni e calci il buttafuori che gli chiede il green pass per farlo entrare nel locale, arrestato è stato processato per direttissima e condannato per resistenza, lesioni e oltraggio a pubblico ufficiale. Nel giro di poche ore si è fatto fermare tre volte: da finanza, carabinieri e polizia. L’ultima è finito in manette. 

Protagonista un viterbese di 48 anni, arrestato nella tarda serata di lunedì, ma che già nel pomeriggio era stato fermato altre due volte, sempre per strada e sempre per problemi di ordine pubblico. La prima dalla guardia di finanza e la seconda, verso le 20,30, dai carabinieri coadiuvati dalla polizia. 

Non contento, verso le undici di sera del 17 gennaio ha dato in escandescenze all’esterno di un bar sulla Cassia, nel quadrante nord del capoluogo, prendendosela con l’addetto al controllo dei green pass del locale, costretto a chiedere aiuto al 113.


Polizia

In azione la polizia


Alla vista delle divise, invece di calmarsi, l’arrestato si è scagliato contro gli agenti della volante, che a fatica sono riusciti a condurlo in questura, dove è stato perquisito e gli sono stati trovati in una tasca del giubbotto anche un paio di grammi di marijuana.

Due poliziotti sono stati refertati al pronto soccorso con una prognosi di tre giorni: uno è stato aggredito fuori del bar e l’altro spintonato a terra in caserma. Anche il 48enne, che presentava già delle tumefazioni al momento del fermo, è stato affidato alle cure dei sanitari di Belcolle, dove è stato trasferito in ambulanza.

Ieri mattina è comparso davanti al giudice Elisabetta Massini che, convalidando l’arresto, ha disposto l’immediata liberazione dell’imputato il quale però, avendo precedenti, non potrà beneficiare della sospensione condizionale della pena quando la sentenza sarà diventata esecutiva. 

In tribunale ha chiesto scusa per la sua condotta. “Mi scuso – ha detto, rivolgendosi al giudice e agli agenti – riconosco le mie mancanze nei confronti della collettività, sono pronto a risarcire i danni morali e materiali”.

Processato per direttissima, su richiesta del difensore Emilio Lopoi, ha potuto usufruire del rito alternativo del patteggiamento, concordando con il pm una condanna a 4 mesi e 20 giorni di reclusione. Senza sospensione condizionale, ma con lo sconto di un terzo della pena previsto dal rito. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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20 gennaio, 2022

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